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Reddito di cittadinanza, ancora una furbetta: percepiva il sussidio con il figlio in carcere per estorsione

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Ancora una operazione delle Fiamme gialle sui cosiddetti furbetti del reddito di cittadinanza. Un furbetto del reddito di cittadinanza è stato scoperto appunto dalla Guardia di finanza a Bagheria, nel Palermitano. Si tratta di una donna risultata illecitamente beneficiaria del sussidio per un ammontare pari a circa 18mila euro. In particolare, le Fiamme gialle hanno accertato che aveva omesso di comunicare lo stato detentivo del figlio, sottoposto dal 2019 alla misura della custodia cautelare in carcere emessa dalla Dda di Palermo, insieme ad altre undici persone, per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di diversi locali notturni di Palermo e provincia. Per la donna è scattata la denuncia alla Procura di Termini Imerese e la segnalazione agli uffici Inps competenti territorialmente per l’irrogazione delle sanzioni amministrative di sospensione del beneficio e per il recupero coattivo delle somme già indebitamente percepite, pari a circa 18mila euro. 

 

 

Altra operazione ha riguardato i militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che hanno scoperto 46 nuclei familiari, residenti nei comuni di San Roberto e Santo Stefano in Aspromonte (Rc), che percepivano indebitamente buoni spesa Covid per complessivi 6.104,55 euro. Nello specifico, le attività ispettive della Compagnia di Villa San Giovanni hanno permesso di accertare, nelle ultime settimane, che 46 nuclei familiari residenti nei due comuni hanno dichiarato di trovarsi in condizioni di difficoltà economica, ovvero di indigenza, tali da non consentire nemmeno l’approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità, ottenendo così indebitamente il sussidio economico, per un danno alle casse degli enti comunali pari a 6.104,55 euro.

 

 

E' emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari controllati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio, anche per cospicui importi, a fronte di rapporti d’impiego regolari, percepito il Reddito di Cittadinanza, l’indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire