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Caltanissetta, scoperta frode su reddito di cittadinanza: denunciate 164 persone, percepiti illecitamente 1,3 milioni di euro

Christian Campigli
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Nuovo giro, nuova corsa. Un pieno di benzina per chi, da sempre, lo considera un provvedimento sbagliato e organizzato come peggio non si potrebbe. Polemiche strumentali per quel partito che, al contrario, lo ha eretto a legge simbolo delle propria azione politica. La guardia di finanza di Caltanissetta ha scoperto l’ennesima frode intorno al reddito di cittadinanza. Nello specifico, si tratta di una truffa di oltre un milione e trecento mila euro, emersa nell'ambito di un'attività di controllo, svolta in sinergia con l'Inps, sui beneficiari del sussidio. Sono state oltre duecento le posizioni irregolari individuate, che hanno portato alla denuncia di 164 persone. Per le stesse è stato richiesto il sequestro preventivo e l’immediata segnalazione all’Inps per la decadenza, nonché la conseguente revoca e restituzione del beneficio, evitando, in tal modo, che ulteriori settecentocinquantasei mila euro indebitamente richiesti venissero riscossi da non aventi diritto.

 

 

L’attenzione delle fiamme gialle si è concentrata prevalentemente sul riscontro delle dichiarazione sostitutiva unica, un’autentica miniera di informazioni, se ben analizzata. Numerosi i casi anomali trovati. Su tutti spicca la vicenda di una decina di dipendenti, pagati a nero, di una pizzeria d’asporto. Che percepivano, contemporaneamente, lo “stipendio” e il reddito di cittadinanza. O ancora quello di beneficiari che svolgevano serenamente l'attività di collaboratrice domestica e badante, per i cui datori di lavoro è scattata la contestazione delle sanzioni derivante dagli illeciti alla normativa sul lavoro. Ma al peggio non c’è davvero mai fine. Basta ricordare i casi di un latitante e di un cittadino nisseno, tra l’altro fruitore di patrocino a spese dello Stato, che è risultato proprietario di oltre trenta immobili non dichiarati. Ma che non si vergognava nell’incassare il sussidio nato, al contrario, con lo specifico scopo di aiutare i più deboli, gli ultimi, i disoccupati.

 

 

“Altri beneficiari - spiegano dalla guardia di finanza - hanno attestato dati falsi nelle autodichiarazioni che riguardano la disponibilità patrimoniale e reddituale, oppure hanno omesso l’indicazione di dati economici obbligatori, sia propri che di altri componenti del nucleo familiare. Alcuni di essi, tra l’altro, sono risultati assidui scommettitori su piattaforme di gioco online, omettendo di dichiarare le vincite conseguite”. Una nuova inchiesta, che infiammerà certamente lo scontro politico. Con il centro-destra pronto a tornare all’attacco, per chiedere la cancellazione della legge 4 del 2019, il Partito Democratico che nicchierà, senza prendere una vera posizione, se non quella di Ponzio Pilato e il Movimento Cinque Stelle che ribadirà la propria volontà, ovvero quella di arroccarsi e difendere il reddito di cittadinanza. Di fronte a tutti e a tutto. Anche all’evidenza.