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Omicidio Monteiro, Marco Bianchi in aula: "Ho colpito Willy al fianco, non al petto. Poi si è rialzato subito"

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"A Willy ho dato un calcio al fianco, non al petto. Poi si è rialzato". Queste le parole di Marco Bianchi, uno dei quattro imputati, all'udienza del processo a Frosinone per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo ucciso a Colleferro al culmine di una rissa. "La sera dei fatti ero al ristorante con mio fratello, che lì lavorava, e con i miei amici. Poi io ho deciso di andarci a bere una cosa a Colleferro, io, mio fratello Gabriele, Vittorio Tondinelli, Omar Sahbani e Michele Cerquozzi. Guidavo io il Q7, era circa mezzanotte. Siamo andati al Due di picche e lì abbiamo bevuto: abbiamo incontrato Francesco Belleggia e Mario Pincarelli intorno all’una. Da lì siamo usciti, ho incontrato una mia amica, abbiamo parlato del più e del meno e siamo andati a farci un giro con lei, Gabriele, Vittorio e le altre due ragazze amiche", le parole di uno degli imputati.

 

 

Questo appunto il racconto che Marco Bianchi, tra i quattro imputati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, ha fatto al pm Giovanni Taglialatela in aula. "Michele e Omar ci aspettavano nella piazza dei locali, a Colleferro, quando più volte hanno chiamato per dirci che c’era una lite sono tornato con mio fratello, Vittorio e le tre ragazze in macchina con noi. Ma assolutamente non correvo, come è stato detto. Quando siamo arrivati nella piazza della movida ho visto la folla di gente accalcata nei giardinetti".

 

 

E ancora: "Mi sono impanicato, ero agitato. C’erano delle persone, ma andavo a 15/20 km orari al massimo. Ho spento la macchina e sono sceso tranquillamente, come tutti gli altri, mi sono avvicinato cercando i miei amici, Omar e Michele. Quando sono arrivato c’era tanta gente, mi sono permesso di spingerli non di picchiarli. Se li avessi picchiati perché non sono andati a farsi refertare in ospedale?", ha chiesto il Bianchi. "Ho visto Omar e accanto a lui Willy, che non conoscevo. Da agitato, impanicato, l’ho spinto e gli ho dato un calcio al fianco sinistro. Lui è caduto, ma non ha sbattuto contro la macchina - ha aggiunto -. Omar mi ha fermato dicendo che non c’entravano nulla, di andarcene. Ho visto Willy rialzarsi subito. Conosco le conseguenze di un calcio frontale, se gli avessi dato un colpo al petto avrei ammesso la mia responsabilità. Ho dato un calcio a Willy, ma l’ho preso sul fianco sinistro, qui non sul petto".