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Napoli, concorsi per forze armate truccati: mazzette per superare test psico-attitudinali, 14 arresti

Christian Campigli
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Soldi in cambio della certezza di un lavoro. Della realizzazione di quel sogno perseguito da anni: indossare una divisa ed essere riconosciuto come un servitore dello Stato. Pronto ad aiutare i più deboli. E a far trionfare la giustizia. Il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha eseguito un’ordinanza nei confronti di quattordici persone, ritenute gravemente indiziate del reato di corruzione. Gli indagati, secondo la tesi accusatoria, avevano un vero e proprio tariffario: otto mila euro era l’obolo da onorare per ottenere la possibilità di superare, senza troppi problemi, le prove psico-attitudinali, necessarie per entrare nelle forze armate (carabinieri, esercito e aeronautica militare) e nella polizia penitenziaria. Le indagini, delegate al nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, hanno consentito di portare alla luce almeno quattro distinti episodi di corruzione, tra la fine del 2020 e la prima metà del 2021.

 

 

Secondo gli inquirenti, al centro dell’intricata matassa criminale, ci sarebbero due agenti della penitenziaria, Errico Spena e Maurizio Russo. Entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato, quando sono stati colti con le mani nella marmellata, all’interno degli uffici di organizzazione sindacale, durante la consegna dei famigerati ottomila euro. Gli elementi indiziari acquisiti hanno fatto emergere un’estesa ramificazione dei contatti corruttivi e delle complicità rilevanti per l’illecito condizionamento delle procedure concorsuali. I provvedimenti cautelari riguardano, oltre alle persone sopra indicate, altri pubblici ufficiali, che risultano aver agito da intermediari dei rapporti corruttivi finalizzati all’indebito superamento delle prove concorsuali. Nei riguardi di questi ultimi è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

 

Nello specifico, gli arresti eseguiti oggi riguardano Aniello Aversano, assistente capo della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, Gennaro Fatone, vigile urbano del comune di Caivano, e Giorgio Spina, caporal maggiore dell’esercito in servizio presso la caserma di Maddaloni. Negli atti dell'indagine figurano anche diverse intercettazioni telefoniche. “Ciò che è più grave è la reiterazione della falsificazione in un breve lasso temporale e la gratuità di tale condotta. Gli indagati non hanno esitato a falsificare la negatività al Covid accettando il rischio che la candidata, pur positiva, frequentasse il corso di formazione presso la scuola di Portici, dove avrebbe potuto infettare numerose persone”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare. Una storia di umana meschinità, condotta da uomini piccoli e senza scrupoli. Pronti a strumentalizzare, per ottomila euro, il sogno di chi, fin da bambino, voleva servire lo Stato. E indossare la divisa.