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Delitto Nada Cella, sangue sul motorino di Cecere: in campo il genetista del caso di Yara Gambirasio. Domani altri test

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Si concentrano sul motorino di Annalucia Cecere, la donna indagata per omicidio, le indagini della polizia scientifica che potrebbero portare a nuove svolte nel caso di Nada Cella. Nell’ambito della nuova inchiesta sulla morte dell’impiegata di Chiavari, uccisa il 6 maggio del 1996, ora sono in corso approfondimenti di natura scientifica e forense dopo il sequestro dello scooter di Cecere: il mezzo è lo stesso su cui 25 anni fa una testimone in una telefonata anonima dice di aver visto salire la donna, uscita dal palazzo di via Marsala poco dopo l’omicidio. Sempre stando alla testimonianza, Cecere sarebbe stata sporca di sangue e avrebbe nascosto qualcosa sotto la sella del mezzo.

 

 

Adesso quelle tracce ematiche, rilevate dalla polizia scientifica attraverso le luci forensi — fasci di ultravioletti che possono mettere in risalto impronte o residui organici — preferite al luminol che avrebbe potuto compromettere il reperto, saranno di nuove esaminate domani 16 novembre. La Procura di Genova ha infatti convocato un accertamento in contraddittorio, per prelevare il campione e poi affidarlo al genetista Emiliano Giardina, incaricato dai pm, per estrarre il Dna. Si tratta dello stesso genetista del caso Yara Gambirasio, quello che smascherò Bossetti. Solo dopo, si saprà a chi appartiene quel sangue, e qualora fosse di Nada sarebbe probabilmente la prova definita della colpevolezza dell’indagata.

 


Non è la prima volta che nell’inchiesta sull’uccisione della venticinquenne, trovata agonizzante a Chiavari la mattina del 6 maggio 1996 nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava come segretaria, entra in scena quel motorino. Pochi giorni fa la Procura ha autorizzato la diffusione di una telefonata in cui una donna, ancora anonima, il 9 agosto 1996 telefona a casa Soracco e parla di Cecere e del giorno del delitto: "Venivo giù in macchina da Carasco, l’ho vista che era sporca e ha infilato tutto nel motorino. L’ho salutata e non mi ha guardato, quindici giorni dopo l’ho incontrata nel caruggio. Non mi ha guardato ed è scivolata via".