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Sesso e droga, anche un frate partecipava ai festini. Indagini sulla morte di un ex campione di tennis

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Persino un frate era coinvolto nei festini a base di sesso e droga che venivano organizzate nel Bolognese, a Villa Inferno e in altre case di lusso del capoluogo emiliano e della sua periferia. Partecipavano numerosi personaggi della Bologna bene: architetti, un notaio, un impresario del mondo della moda, il titolare di un'agenzia di nautica, un ex appartenente alle forze dell'ordine. Ma anche personaggi del mondo dello sport, un sindacalista e il religioso. Uno degli organizzatori delle feste hard, indagato per spaccio e favoreggiamento alla prostituzione, è nel mirino della procura anche per un decesso, che sarebbe stato conseguenza di altro delitto, cioè la cessione degli stupefacenti che venivano consumati durante le serate.

E' Il Corriere della Sera, a scrivere che l'uomo sarebbe coinvolto nella cessione della droga ad un ex tennista che da giovane era tra i primi 40 del ranking nazionale e organizzava tornei a cui partecipavano vecchie glorie. L'ex giocatore sarebbe morto al termine di una serata che si era consumata nel dicembre 2017, apparentemente a causa di un infarto. Il nuovo filone di indagine sui festini, sarebbe stato aperto dopo la testimonianza di una donna che partecipava accompagnando il 46enne che ora è indagato.

I magistrati di Bologna però si muovono anche su un altro fronte. Sembra che l'indagato si sia presentato in un elegante ristorante dove la donna era a cena. Letteralmente infuriato le avrebbe sventolato i verbali della testimonianza in cui lei stessa lo tirava in ballo. E' l'avvocata della donna a chiedersi "come mai le dichiarazioni della mia cliente, a indagini ancora aperte, siano finite in mano all'uomo che ha accusato".  Di certo c'è che l'inchiesta sta facendo letteralmente tremare una parte della Bologna bene e l'ultima indiscrezione secondo cui alle serate avrebbe partecipato anche il frate, alza ulteriormente l'asticella dell'inchiesta condotta dalla procura.