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Costringeva la fidanzata a prostituirsi anche da incinta e la lasciava senza cibo: arrestato con altri quattro

Christian Campigli
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Usata come il più insignificante degli oggetti. Conquistata prima con parole d’amore eterno, assoggettata poi alla propria volontà e condotta infine in uno stato prossimo alla schiavitù. E' una storia sconvolgente quella che coinvolge una giovane donna di Bari. Una trama di orrore e squallore, come quelle narrate con geniale maestria dalla demoniaca penna di Stephen King. I carabinieri del capoluogo pugliese hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque soggetti, ritenuti responsabili di “induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di persona tossicodipendente” e  di “detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”. Per quattro sono scattate le manette, domiciliari invece per il quinto malvivente.

 

 

Le indagini nascono dalla denuncia di scomparsa presentata dalla madre di una studentessa, preoccupata dalle cattive compagnie frequentate dalla ventenne. Il segnale d'allarme, che ha confermato i timori della genitrice, è avvenuto a dicembre, quando i carabinieri hanno visto a bordo di un'autovettura in sosta la ragazza, in compagnia di un giovane, nei pressi della stazione ferroviaria di Bari. Durante l’interrogatorio, l’uomo ha confermato di aver conosciuto la ragazza dopo aver risposto ad un annuncio di incontri, pubblicato su una piattaforma web. Ha ammesso di aver pagato centoventi euro, in cambio di un’ora e mezzo di sesso mercenario. I militari, convinti non si trattasse di un episodio isolato, hanno dato il via alle indagini. Portate avanti attraverso tecniche investigative collaudate: pedinamenti e raccolta di testimonianze. “Approfittando dei sentimenti che la giovane provava nei suoi confronti, un uomo di venticinque anni l’avrebbe ridotta in uno stato di assoggettamento e, convivendo di fatto con la stessa, l’avrebbe indotta a prostituirsi in varie località delle province Bari, Barletta e Brindisi”. Le indagini hanno documentato uno scenario sconvolgente: era il suo “innamorato” che pubblicava su una piattaforma web diversi annunci, volti a trovare clienti alla "propria fidanzata”.

 

 

Il venticinquenne avrebbe gestito personalmente i guadagni derivanti dall’attività di meretricio, che avrebbe poi sperperato per comprarsi la cocaina. La studentessa, anche lei tossicodipendente, non aveva nemmeno i soldi per poter mangiare ed era costretta a moltiplicare le prestazioni sessuali. Il suo “compagno” la induceva a prostituirsi anche a notte fonda, percependo quale compenso, non solo denaro, ma anche dosi di polvere bianca. Una realtà da incubo, che sarebbe andata avanti per mesi, anche quando i due hanno scoperto che la giovane era rimasta incinta. Finiti in carcere anche una coppia, che, insieme al fidanzato, gestiva gli annunci, un sessantenne, che cedeva il proprio B&B per gli incontri e uno spacciatore di trentanove anni. Una storia impregnata di squallore, di un’oscena realtà, in grado di lordare i sogni e le ambizioni di una giovane donna. Colpevole solo di essersi innamorata del proprio carnefice.