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Ercolano, spara e uccide due studenti davanti a casa: scambiati per ladri d'auto

Operazione dei carabinieri

Christian Campigli
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Erano in auto. A fare quattro chiacchiere su quel gol sbagliato praticamente a porta vuota. O su quell'esame così difficile che stavano preparando con impegno e sacrificio. Una serata come tante altre, allegra e gioiosa. Finita poi in tragedia. Tullio Pagliaro, 27 anni, e Giuseppe Fusella, 26 anni, sono stati uccisi ieri notte, a Ercolano, il famoso centro noto per i suoi scavi archeologici, in provincia di Napoli. Scambiati per due ladruncoli, i due ragazzi sono stati freddati senza nessuna pietà a colpi di pistola. Le salme sono state trasportate al Secondo Policlinico del capoluogo campano.

 

 

Da  una prima ricostruzione, i due sarebbero stati scambiati per malviventi dal proprietario di una villetta in via Marsiglia, dove i giovani si trovavano al termine della serata. Vincenzo Palumbo, 53 anni, autotrasportatore sposato con una figlia, li avrebbe scambiati per ladri, in una zona dove di recente si sarebbero verificati diversi furti d'auto, e avrebbe esploso colpi con un'arma legalmente detenuta. L’uomo ha sparato ben sei colpi, centrando alla testa i due studenti, che sono deceduti sul colpo. Le pallottole, secondo una prima ricostruzione, avrebbero trapassato il parabrezza e hanno poi raggiunto le due vittime. È stato lo stesso Palumbo a telefonare ai carabinieri dicendo testualmente di “aver sparato a due ladri”. Un errore di valutazione colossale, che è costato la vita a due giovani e innocenti ragazzi. Il camionista è stato a lungo interrogato dai carabinieri e adesso è in stato di fermo per duplice omicidio.

 

 

Un vero e proprio dramma, che riapre, in un attimo, una polemica mai sopita. Quella dell'uso delle armi e della norma che regola la legittima difesa. Legge fortemente voluta dalla Lega e da sempre avversata dalla sinistra. Impossibile citare tutti i commenti usciti su Twitter e su Facebook. Tra i primi a sbilanciarsi su un tema tanto delicato, è Andrea Purgatori. "E ora vediamo chi solidarizza a mano armata". Impossibile non leggere tra le righe dell’ex inviato del Corriere della Sera il riferimento a quei leader di destra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni in primis, che pochi giorni fa avevano ribadito la loro vicinanza al tabaccaio, reo di aver freddato il ladro entrato nella sua villetta, a Santopadre, in provincia di Frosinone. Una norma, quella sulla legittimità difesa, che numerosi giuristi hanno definito lacunosa. Un principio, la tutela della propria abitazione, anche con l'uso delle armi, che andrebbe regolamento in maniera più dettagliata. Un mare magnum di polemiche, di distinzioni e di accuse reciproche. E sulla sfondo il far west in salsa 2.0 e la vita di due giovani studenti, pieni di sogni, progetti e ambizioni, spente per un assurdo, tragico errore di valutazione.