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Quarto Grado, delitto Laura Ziliani: garage punto chiave. Il sindaco: "Le figlie mai hanno partecipato alle ricerche"

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Quarto Grado, nella puntata di venerdì 22 ottobre 2021, continua a concentrarsi sul garage della casa di Temù di Laura Ziliani, l'ex vigilessa prima scomparsa e poi trovata morta in Val Camonica. La trasmissione di Rete4, condotta da Gianlugi Nuzzi e Alessandra Viero, ha preparato un plastico della palazzina a quattro piani di proprietà della donna. Il piano terra è diviso in due parti: da una parte la cantina - che la famiglia della donna di 55 anni morta usava come guardaroba e ripostiglio - dall'altra il garage. Una macchina - sostengono in trasmissione - aveva dunque libero accesso e un corpo poteva essere tranquillamente nel portabagagli senza che nessuno se ne accorgesse. Quella casa, e in particolare quel garage e quella cantina, ha parlato e ancora può dire tante cose. Il corpo della donna molto probabilmente è uscito da quel garage, sostengono dallo studio.

 

 

Proprio nel piano terra gli inquirenti avevano ritrovato il telefono cellulare della donna all'epoca scomparsa, incastrato tra una panca e le scale. Acceso, ma - come sarebbe stato riscontrato dagli esperti informatici - muto dalla sera prima (non ha più generato traffico e non è mai uscito dall’abitazione). 

 

 

Giancarla, amica di Laura, riferisce la "finta" telefonata "alterata" di una delle figlie di Laura: "Non capivo se ridevano o piangevano" riferisce la donna. Quarto Grado manda in onda le parole di Giancarla e poi un servizio sulle stranezze delle due figlie, comprese le intercettazioni sui soldi che arrivano dalle case in affitto e sull'esibizione di allegria nonostante siano indagate: strategia o realtà? Marco Oliva svela: "Posso dire che il medico di base sapeva del ricovero in ospedale delle sue assistite. C'è un però: in paese ci sono molte persone che dicono fossero strane sin dall'infanzia. Alcune le vedevano, ai tempi della scuola media, girare con libri gialli di delitti sotto il braccio". Un aneddoto lo racconta anche il sindaco di Temù, Giuseppe Pasina: Un quarto d'ora dopo l'appello strappalacrime, le due ragazze erano in un bar con Mirto beate e serene senza preoccuparsi delle ricerche. Loro non hanno mai partecipato".