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Angelo Licheri morto, nel 1981 si calò nel pozzo per tentare di salvare Alfredino Rampi a Vermicino

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Addio ad Angelo Licheri, l'uomo che nel 1981 cercò di salvare Alfredino Rampi, il bambino caduto e poi morto nel pozzo artesiano di Vermicino. Ribattezzato "l'uomo ragno", Licheri quarant'anni fa si calò nel pozzo - largo appena 30 centimetri - ma il suo tentativo a sessanta metri di profondità risultò vano. Licheri è morto nella notte, all'età di 77 anni, nella casa di riposo San Giuseppe, a Nettuno, che lo ospitava ormai da otto anni. 

 

 

Una storia, quella del piccolo Alfredino, che segnò per tutta la vita Licheri. In sedia a rotelle da anni dopo aver perso una gamba e buona parte della vista, l'uomo originario di Gavoi, paese in provincia di Nuoro in Sardegna, spesso riceveva visite di persone interessate alla sua storia. Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate sino a condurlo al decesso. I funerali di Licheri saranno celebrati nella parrocchia San Apostolo di Tre Cancelli, sempre a Nettuno. 

 

 

Quel 10 giugno 1981, data in cui tutta l'Italia rimase incollata alla tv, si è presentò come volontario per dare un contributo al tentativo di salvare Alfredino. Fu scelto per la sua piccola statura che gli permise, effettivamente, di raggiungere il bambino in fondo al pozzo. Riuscì a toccarlo, ma senza purtroppo riportarlo in superficie. "Non mi sento un eroe, mi sento una persona che ha fatto di tutto per aiutare un bambino. Ho pensato qua sotto c'è tutto questo buio e i bambini hanno paura del buio" ha raccontato Licheri, che all'epoca faceva l'autista e il facchino presso una tipografia, nella sua ultima intervista, rilasciata a Fanpage.it. "Leggendo sul giornale di un bambino caduto in un pozzo, il mio unico pensiero è stato quello di andare in suo soccorso" svelò. Ma purtroppo non bastò.