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Genovese ai pm: "Era normale fare sesso sotto effetto di droga. Le ragazze? Mai avvertito dissenso"

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Oltre tre ore di interrogatorio davanti ai pm di Milano per Alberto Genovese, ex imprenditore arrestato per stupro, si è difeso dopo la chiusura indagine. Ai magistrati ha sostenuto di avere agito sotto l’effetto di droga, di cui era schiavo e di non avere mai avvertito "particolare dissenso" da parte delle ragazze. "Per me era normale fare sesso con persone sotto l’effetto di droga" e "non ho mai percepito di aver usato violenza" alle mie partner, le parole di Genovese. Le violenze su una 18enne a Milano e una 23enne a Ibiza di cui è accusato sono state commesse tra l’estate e l’autunno dello scorso anno e in entrambi i casi dopo aver reso incoscienti, con un mix di droghe, le vittime. Per l’imprenditore, che si trova ai domiciliari, ora potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio.

 

 

Genovese, nelle quasi 3 ore di interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Letizia Mannella e ai pm Rosa Stagnaro e Paolo Fillippini, ha raccontato che prima del suo arresto il 6 novembre scorso aveva passato 4 anni di dipendenza da droghe particolarmente psicotrope e che tutto il suo entourage faceva uso come lui di droghe. E proprio in questo contesto sarebbero avvenuti i rapporti sessuali, nel corso di una festa il 10 ottobre 2020 con la 18enne che lo ha denunciato per prima per violenza sessuale e sequestro di persona, e il 10 luglio 2020 nel corso di una vacanza ad Ibiza con una 23enne. In quell’occasione, da quanto è emerso dalle indagini, alle violenze avrebbe partecipato anche la sua ex fidanzata, Sarah B., anche lei indagata in concorso, che è stata sentita in Procura due giorni fa.

 

 

La realtà in cui si muoveva Genovese era una "anormale normalità", ha detto l’uomo ai magistrati e anche i rapporti sessuali sotto effetto di droghe rientravano in questo quadro. L’uomo, che a chi era presente all’interrogatorio è apparso in miglioramento anche se ancora sofferente, ai magistrati ha anche detto che nella comunità di Varese dove si trova agli arresti domiciliari da luglio "si sta disintossicando dalla cocaina". Al termine dell’interrogatorio, avvenuto dopo la chiusura delle indagini, 
Genovese si è allontanato dal Tribunale accompagnato dai suoi difensori, gli avvocati Luigi Isolabella e Davide Ferrari, che non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.