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Professor Galli indagato, la Procura di Milano: "Stratagemma punteggi per far vincere i propri allievi"

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Uno stratagemma semplice ma efficace. Per far prevalere il proprio candidato il professore Massimo Galli aveva fatto si che la commissione giudicatrice, fra i criteri per attribuire il punteggio, privilegiasse le pubblicazioni nelle quali, a prescindere dalla maggiore autorevolezza e prestigio delle riviste scientifiche internazionali, il candidato figurasse come primo o ultimo autore, e non nel mezzo del gruppo di autori.

 

 

Ed effettivamente Massimo Puoti, direttore di struttura complessa di malattie infettive dell’ospedale Niguarda di Milano, in molte sue pubblicazioni compariva come ultimo tra gli autori. La Procura di Milano, in base anche alle intercettazioni, circostanzia l'accusa nei confronti del professor Massimo Galli indagato insieme ad altri 24 accademici e altri 8 tra ricercatori e scienziati. I reati ipotizzati dalla Procura di Milano sono turbativa d’asta e falso ideologico. Il primario ha detto di essere "tranquillo" e di non aver "niente da dire". "Sono cose di cui non ho contezza nella maniera più assoluta", ha aggiunto il professore.

 

 

Tra l'altro proprio il rivale del pupillo predestinato da Galli capisce subito, visti i criteri fissati per la valutazione, che sta per essere fatto fuori con quello stratagemma. E lo capisce talmente bene da precipitarsi a telefonare a Galli per ritirarsi dal concorso che sta così a cuore a Galli per il suo allievo, e nel contempo però riscuotere in cambio dal primario del Sacco una apertura di credito futura per un altro concorso a Napoli che a quel punto gli interessa di più e sul quale Galli gli assicura che si spenderà. Sempre le intercettazioni (disposte all’inizio per una ipotesi di associazione a delinquere che poi ha perso quota) persuadono gli inquirenti Galli non solo all’inizio non si sia astenuto dal conflitto di interessi di giudicare in un concorso un candidato con il quale aveva stretti rapporti professionali e fiduciari (essendo stato Galli coautore in oltre metà delle pubblicazioni di Riva), ma abbia di fatto trasformato il concorso in un giudizio monocratico, del tutto esautorando (ma con loro piena accettazione e mera ratifica dell’esito) gli altri due commissari provenienti dalle Università di Roma La Sapienza e di Palermo (Claudio Maria Mastroianni e Claudia Colomba). Uno spaccato per il quale la stessa segretaria di Galli si diceva sconcertata, insofferente nelle intercettazioni con amiche per il modo con il quale Galli le sembrava non badare a un minimo di forme: ad esempio comunicando agli altri due commissari, presente il proprio pupillo, la certezza di quale sarebbe stato l’altro candidato (notizia in teoria non notagli) e anche la probabilità che comunque infine si ritirasse, togliendo a tutti le castagne dal fuoco riporta il Corriere della Sera.