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Bimbo ucciso a coltellate, arrestata la mamma: lei non ha confessato il delitto

Francesca Marruco
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La mamma del piccolo di due anni morto venerdì 1 ottobre a Po'  Bandino (Città della Pieve) è stata portata in carcere con un fermo disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Perugia, Manuela Comodi al termine di un lungo interrogatorio in cui la donna non ha confessato il delitto. Per lei l'accusa è di omicidio volontario aggravato. Dalla caserma di Città della Pieve è stata trasferita in carcere a Capanne attorno alle tre di notte di sabato 2 ottobre.

 

 

Nel pomeriggio di venerdì 1, attorno alle 15, la donna, una 44enne di origini ungheresi, era entrata al Lidl di Po' Bandino con il figlio morto in braccio chiedendo aiuto. Lo ha appoggiato sul nastro trasportatore della cassa. I presenti hanno subito iniziato a rianimarlo ma nessuno ci e riuscito. Nemmeno i sanitari del 118 che alle 15.50 ne hanno dichiarato il decesso. Morto per le tante coltellate che qualcuno gli ha inferto.

 

 

Per la Procura è stata la mamma che è arrivata al supermercato in stato confusionale. Nel pomeriggio i carabinieri hanno recuperato tracce di sangue in un casolare vicino al supermercato. Una Ex centrale Enel a pochi metri dal Lidl, in cui la donna ha detto di aver adagiato su una coperta il bambino perché dormiva. Al piano terra i militari della scientifica hanno rinvenuto diversi oggetti che sono stati sequestrati, in primis un coltello, ritenuto la possibile arma del delitto. Non lontano anche un passeggino sporco di sangue. Alcuni testimoni hanno detto di averla vista attraversare la strada da quel punto. In serata una famiglia ha lasciato un fiore e un camioncino sul cancello del casolare, messo sotto sequestro dai carabinieri.