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Ilva, arrestato ex commissario Laghi: è accusato di corruzione in atti giudiziari

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Con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, in un filone dell’inchiesta della Procura di Potenza sull’ex Ilva è stato arrestato l’ex commissario dell’Ilva in amministrazione straordinaria Enrico Laghi e posto agli arresti domiciliari. Eseguito anche un sequestro preventivo per un valore di 270.000 euro. La misura, emessa dal Tribunale di Potenza, è stata eseguita dalla squadra mobile della Questura di Potenza e dalla Guardia di finanza. La misura cautelare è un ulteriore sviluppo delle indagini svolte dalla Procura di Potenza nel procedimento penale che a giugno aveva portato agli arresti dell’avvocato Pietro Amara, dell’ex procuratore capo di Trani e Taranto Carlo Maria Capristo, di Nicola Nicoletti, Filippo Paradiso e Giacomo Ragno. 

 

 

Il gip del tribunale di Potenza ritiene Laghi, in veste di commissario straordinario dell’ex Ilva in Amministrazione straordinaria, "soggetto attivo della corruzione in atti giudiziari, nonché mandante delle attività illecite compiute da Nicola Nicoletti". Nicoletti è sotto inchiesta in veste di consulente dei commissari di Ilva in As, "delegato a seguire e coordinare le vicende gestionali, produttive e legali che riguardavano gli stabilimenti ex Ilva di Taranto, fra il 2015 e il 2018".

 

 

Scambi di favori, utilità e vantaggi processuali al centro dell'inchiesta. Secondo la Procura, una volta ottenuta la nomina a procuratore di Taranto, Capristo (ora in pensione) "si rendeva promotore di un approccio dell’ufficio certamente più aperto, dialogante e favorevole alle esigenze dell’Ilva in amministrazione straordinaria (Ilva in AS) e, quindi, della politica aziendale, giudiziaria ed economica praticata e voluta da Enrico Laghi". Così il procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio, nell’atto di accusa nei confronti dell’ex commissario straordinario Enrico Laghi (dal 2015 al 2018). "Così - sostiene ancora la Procura - per un verso, rafforzava il prestigio professionale e la capacità di Enrico Laghi di essere considerato negli ambienti governativi ed economici, manager capace di risolvere le situazioni più complesse; per altro verso, rafforzava nell’amministrazione straordinaria di Ilva, e in particolare, nel Laghi Enrico, il convincimento che Amara e Nicoletti, nelle loro vesti di legale il primo e consulente ’factotum’ della Amministrazione Straordinaria il secondo, potessero più agevolmente di altri professionisti interloquire con la Procura di Taranto, consentendo al Nicoletti di consolidare il suo rapporto fiduciario con i commissari di Ilva in AS ed ampliare in futuro il loro ruolo all’interno di tale azienda".