Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Saman Abbas, lo zio Danish "mente di questo progetto criminoso pazzesco"

  • a
  • a
  • a

"Riteniamo fosse la mente di questo progetto criminoso pazzesco". Lo dice Isabellea Chiesi, procuratrice di Reggio Emilia, nel fornire alcuni particolari dell'arresto in Francia, alla periferia di Parigi, di Danish Hasnain, il pachistano zio di Saman Abbas, la ragazza scomparsa dal 30 aprile a Novellara. Danish è accusato di essere l'esecutore materiale del delitto della giovane ragazza, con l'approvazione dei genitori, dopo che aveva rifiutato un matrimonio combinato in patria. Lo zio di Saman dovrebbe arrivare in Italia entro dieci giorni. "Il suo arresto è fondamentale perché ci consentirà di avere una versione dei fatti, sempre che la voglia rendere, e delle indicazioni anche su dove si trova il corpo di Saman. Potremmo eventualmente mettere a confronto le versioni dei fatti dello zio e del cugino della ragazza Ikram Ijaz, già in carcere" ha aggiunto la procuratrice.

 

 

Danish Hasanin non aveva documenti con sé quando è stato controllato nell'appartamento dove la polizia francese ha fatto irruzione. E' stato riconosciuto da un neo sul volto e la sua identità è stata confermata dalle impronte digitali. Il pachistano si trovava con alcuni connazionali, estranei all'accaduto. E' stato individuato e rintracciato attraverso il monitoraggio di profili social, con utenze non a lui riconducibili, poi pedinato fino alla cattura. 

 

 

Hasnain è uno dei cinque parenti pachistani della diciottenne di Novellara indagati per l'omicidio. E' ritenuto l'esecutore materiale del delitto. Il cugino Ikram Ijaz era già stato arrestato, anche lui in Francia. In indagati anche il genitori della ragazza che si è ribellata a un matrimonio forzato e un altro cugino. Hasnain era già stato intercettato lo scorso maggio, quando dopo il delitto partì verso la Francia insieme ai due cugini e al fratello di Saman, che però era stato fermato e affidato a una comunità: durante la fuga la polizia di frontiera li fermò al confine trattenendo soltanto il minorenne e lasciando andare gli altri.