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Deejay morta, i familiari: "Portiamola da un prete esorcista". Marito contro archiviazione del caso

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L’auto che fa un sorpasso ad alta velocità, poi sbanda e dopo avere fatto zig zag in galleria si schianta contro un furgone. Ecco cosa accadde la mattina del 3 agosto del 2020 nella galleria Turdi sull’autostrada Messina-Palermo, all’altezza di Sant’Agata di Militello, quando si persero le tracce di Viviana Parisi, 43 anni, e del figlio Gioele di 4 anni. Il corpo della deejay venne poi ritrovato l’8 agosto e quello del figlio il 19 agosto, nei boschi di Caronia. A raccontare quanto accadde quel giorno in galleria sono i numerosi testimoni ascoltati dalla Procura di Patti, che a luglio ha chiesto l’archiviazione dell’indagine. "Appare dunque del tutto fondato ritenere che Viviana, subito dopo l’incidente in galleria, una volta uscita dall’autovettura e recuperato Gioele, si sia volontariamente allontanata dalla sede autostradale. Nel giro di pochi istanti, si nascondeva tra la fitta vegetazione esistente sul bordo autostrada e non rispondeva ai richiami delle persone che la stavano cercando. Molto probabilmente, costei ha deliberatamente atteso che quegli individui andassero via, per poter riprendere a muoversi, insieme al suo bambino" dice la Procura.

 

 

Daniele Mondello, il marito di Viviana come apprende l’Adnkronos, farà opposizione alla richiesta di archiviazione depositata a luglio dal Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo. Intanto se agli inquirenti il marito e la cognata dicevano che la donna era una madre amorevole e una moglie devota, la realtà, ascoltando le intercettazioni, visionate dall’Adnkronos, sembra essere diversa. La cognata - la sorella del marito di Vivana - parlando con un'amica ricordava anche come i genitori di Viviana avessero fatto ben poco per aiutare la figlia ("… i suoi genitori, non abbiamo avuto il supporto, glielo 'avevamo detto noi ’scendete, curiamola..."), da tempo in preda ad una forte depressione". Parlando con un’altra amica rincara la dose, "questo bambino non doveva essere lasciato solo con sua madre…" e ancora "perché era una pazza… era una pazza…". E poi "Lei (Viviana ndr) ogni tanto diceva: io non voglio vivere in questo mondo… lei l’ha detto ah! Lei l’ha detto durante il lockdown, a me questo mondo... e piangeva… non mi piace!". Come emerge dalle intercettazioni della Procura di Patti, inserite nella richiesta di archiviazione, la sorella rimproverava al fratello di essere stato sempre troppo accondiscendente con la moglie e di averle permesso di uscire in auto da sola, la mattina del 3 agosto, portando con sé il figlio Gioele, nonostante conoscesse le sue condizioni di salute. 

 

 

Dopo l’ennesima crisi di Viviana, i familiari la volevano portare da un esorcista. È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali inserite dalla Procura di Patti nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, e visionate dall’Adnkronos. Secondo gli inquirenti Viviana avrebbe strangolato il figlio e poi si sarebbe uccisa lanciandosi da un traliccio. "Tutte ’ste crisi… ma senti, andiamo dal prete? La volevo portare dal prete, quello là di Gazzi, che è un prete esorcista…", dice Mariella Mondello, cognata della deejay, parlando con un’amica il 20 agosto 2020, cioè il giorno dopo il ritrovamento del piccolo Gioele. "Poi una le pensa tutte…", dice Mariella Mondello. E l’amica Daniela replica: "e non ci è voluta venire?". "No, per carità, al solito suo…!".