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Ragazza sbranata dai cani, l'incertezza fatale della povera Simona: la drammatica ricostruzione

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Emergono dettagli terribili sulla morte di Simona Cavallaro, la ventenne sbranata dai cani in un'area pic-nic nei boschi di Monte Fiorino, nel comune di Satriano, in Calabria. Ha provato a difendersi in tutti i modi Simona, la 20enne studentessa universitaria di Soverato. Una vicenda drammatica sulla quale l'autopsia ha fornito qualche dettaglio: la ragazza è stata attaccata alle spalle dai cani pastori maremmani, probabilmente mentre stava già scappando impaurita.

 

 

Ha riportato ferite profondissime alle spalle e alle gambe, poi risultate letali. Simona è infatti morta per dissanguamento. La giovane era insieme a un amico, con cui stava perlustrando la zona per una scampagnata che nei progetti dei ragazzi si sarebbe dovuta tenere proprio domenica 29 agosto. E' possibile che la coppia sia finita nelle vicinanze di un gregge che i cani di razza maremmana e meticci, stavano forse custodendo. Per questo ora è indagato un pastore di 44 anni, proprietario del bestiame. Agghiacciante la dinamica: Simona e l'amico sono stati colti di sorpresa dai cani. Per la vittima sarebbe stata fatale una incertezza: anziché fuggire e ripararsi in una vicina chiesetta di legno (come fatto dal ragazzo), avrebbe provato a correre indietro verso l'auto con cui si erano recati sul luogo, venendo però raggiunta dal branco

 

 

Secondo il referto del medico legale Isabella Aquila, al termine dell'autopsia di 5 ore disposta dal pm di Catanzaro Irene Crea, Simona ha lottato contro la furia dei 12 cani che si sono avventati contro di lei e il ragazzo: sotto le sue unghie infatti sono stati trovati peli di cane, una nuova perizia cercherà di stabilire se appartengono al branco assassino. Tra gli animali catturati, soltanto uno aveva impiantato il microchip che consente di risalire al proprietario. Alcuni dei membri del branco avevano ancora il pelo imbrattato di sangue. Le bestie erano talmente inferocite che i militari chiamati dall'amico di Simona (salvatosi perché riparatosi in un rudere e armato di bastone) per avvicinarli hanno dovuto sedarli. Una morte terribile, per la quale ora si dovranno accertare tutte le responsabilità.