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Simona Cavallaro, la ragazza sbranata da un branco di pastori maremmani: l'amico salvo grazie a una baita

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La morte di Simona Cavallaro, la ragazza di 20 anni sbranata da un branco di cani nei boschi di Satriano, nel Catanzarese, ha provocato sconcerto in tutta Italia e non solo. L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), ha puntato il dito sulle Amministrazioni inadempienti in materia di randagismo e sulla cronica mancanza di fondi necessari a gestirlo. "Il randagismo non si crea da sé: questa piaga sociale, molto grave in Italia e soprattutto nel Meridione, è determinata dagli scellerati abbandoni e dalle Amministrazioni locali che troppo spesso girano la testa dall’altra parte, invece di sterilizzare, accogliere e promuovere le adozioni", ha commentato il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto

 

 

Comparotto ha quindi proseguito: "I cani abbandonati sono sempre tanti e, laddove le campagne di sterilizzazione sono lacunose, le molte femmine vaganti partoriscono cuccioli che, quando non muoiono di stenti, di malattia o d’incidente, diventando adulti alimentano la popolazione di randagi", ha concluso il presidente Oipa. Intanto l'amico della ragazza che era lì con lei, salvatosi per miracolo, è comprensibilmente ancora sotto shock. Il ragazzo ha comunque fornito agli inquirenti elementi utili a ricostruire l'accaduto, per tracciare dinamica ed eventuali responsabilità. La notizia si è sparsa in un baleno nella cittadina jonica di Satriano, visto che la ragazza è figlia di un imprenditore locale molto conosciuto, il gioielliere Alfio.

 

 

L'uccisione di Simona Cavallaro è avvenuta nel cuore della pineta della zona di Monte Fiorino, nel territorio comunale di Satriano, a pochi passi da Soverato. La ragazza, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe andata nell'area picnic in compagnia di un amico, ma poi si sarebbe addentrata verso l'interno, in una zona abbastanza folta quando, a un certo punto, avrebbe incontrato il branco di pastori maremmani - almeno 10, forse 15, probabilmente a guardia di un gregge - che l'ha aggredita. I morsi non avrebbero dato tregua alla ragazza. Neanche le urla di aiuto avrebbero fatto allontanare gli animali che invece l'hanno ferita in modo mortale. Il ragazzo che era con lei è riuscito miracolosamente a trovare riparo all'interno di una baita.