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Palazzina crollata, ora la magistratura faccia chiarezza sui responsabili della morte del bambino

Christian Campigli
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Un rumore fortissimo. Che si è udito in tutta la città. Una possibile fuga di gas che ha squarciato in un attimo mura ben solide. E ha strappato la vita, il futuro e l'amore dei genitori ad un bambino di appena quattro anni. Una tragedia immane, terribile, che lascia sgomenti e che diventa difficile persino da raccontare. Torino si è svegliata martedì 24 agosto con l'esplosione di una palazzina di due piani nel rione del Bramafame, lungo la strada che porta all'aeroporto di Caselle. Ancora non sono chiari i motivi del crollo, ma l'ipotesi più accreditata resta quella di una possibile fuga di gas. Rapidissimi i soccorsi. Sul luogo del disastro si sono alternati al lavoro squadre Usar (Urban search and rescue) e unità cinofile. Presente anche il nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico radiologico) dei vigili del fuoco.

 

 

Sono state salvate cinque persone. Le prime tre, grazie ad un autentico miracolo, sono uscite da ciò che restava della villetta con le proprie gambe. Illesi o, comunque, feriti in modo lieve. Soprattutto se si pensa alla violenza dello scoppio. Altri due si trovano in difficili condizioni di salute. I soccorritori, una volta giunti sul posto, si sono subito resi conto che, alla conta, mancavano due elementi. Che, per almeno un paio di ore sono risultati dispersi. Sepolti dalle macerie. In situazioni analoghe la professionalità dei soccorritori italiani è un'ottima garanzia. Perché è indispensabile unire due caratteristiche, sulla carta assolutamente antitetiche. Essere veloci, perché più tempo si passa sotto i detriti e più aumentano le possibilità di non ritrovare nessuno vivo. Ma, al tempo stesso, anche pazienti: è necessario infatti sollevare ogni singolo mattone con le mani, uno a uno. Per evitare ulteriori crolli.

 

 

I tre salvati, due dei quasi incolumi, sono stati portati per sicurezza in ospedale. Perché, in casi analoghi, possono esserci dei traumi interni di non immediata individuazione. I soccorritori, con pazienza, sono riusciti ad estrarre dalle macerie il corpo senza vita del bambino di quattro anni e due adulti, entrambi feriti in modo serio. Un uomo, che presentava delle evidenti ustioni sul corpo, e una donna, che aveva dolori diffusi e, verosimilmente, degli arti fratturati. All'appello manca anche il cane della famiglia. Al Cto del capoluogo piemontese sono arrivati, nello specifico, un giovane di ventidue anni, che presentava ustioni di secondo e terzo grado su almeno la metà della pelle presente sul corpo e una donna, di trentaquattro anni, mamma del bimbo deceduto. E' stato un loro vicino ad aver telefonato immediatamente ai vigili del fuoco. Una prontezza che, verosimilmente, ha salvato la vita ai superstiti. Una tragedia assurda, sulla quale è doveroso che la magistratura faccia chiarezza. Per capire di chi sono le responsabilità di una morte tanto atroce quanto ingiusta. Quella di un innocente bambino di appena quattro anni.