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Firenze, muore in monopattino travolto da uno scooter. In Parlamento pronte regole per la sicurezza

Christian Campigli
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Uno scontro fatale. Una vita spezzata così, senza motivo. E un dibattito mai sopito, che si riaccende in questa torrida estate 2021. A Firenze un ventisettenne è morto alle due di ieri notte, in uno scontro tra il monopattino che guidava e uno scooter di grossa cilindrata. L'impatto è stato così violento che il giovane è stato sbalzato via dal suo mezzo, ha battuto la testa per terra in modo irreparabile. Ed è morto. Secondo numerosi esperti, un sinistro del genere, con il casco in testa, avrebbe potuto portare ad una serie di fratture, nella peggiore delle ipotesi. Ma non certo alla morte. Il problema è che il casco non è, ad oggi, obbligatorio per i monopattini elettrici. Almeno non per i maggiorenni. Mezzi che possono raggiungere i trenta chilometri orari. Alcuni, con banali modifiche, anche oltre. Per intendersi, uno scooter col motore di cinquanta centimetri cubici di cilindrata, raramente sorpassa i quarantacinque chilometri orari. Una disparità più volte evidenziata, ma che ad oggi, non ha portato una reale modifica legislativa. Il decreto Milleproroghe ha equiparato i monopattini elettrici alle biciclette e ha stabilito che il casco è obbligatorio solo per i minorenni. Per tutti gli altri è facoltativo.

 

 

Alcuni sindaci hanno provato a cambiare questa regola ed estenderne l'obbligo. È riuscito al sindaco di Genova, città nella quale da giugno tutti coloro che conducono il monopattino elettrico devono indossare il casco. Ci aveva provato anche il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, ma un ricorso al Tar ha bloccato il provvedimento. Ora, finalmente, anche il governo di SuperMario si accorge di questa autentica incongruenza normativa. Che rischia di costare vite innocenti. La commissione trasporti della Camera dei Deputati sta esaminando una proposta di legge che prevede l'obbligo del casco, limiti massimi di velocità ben definiti ed un'età minima per i conducenti fissata nei diciotto anni canonici. La legge, con primo firmatario Roberto Russo (Forza Italia) e Elena Maccanti (Lega) come relatrice, punta a fissare a venti chilometri orari il limite massimo di velocità sulle piste ciclabili e a trenta chilometri orari quello sulle strade urbane. Scenderebbe radicalmente anche il limite per le aree pedonali, che non dovrebbe superare i sei chilometri all'ora.

 

 

La norma scritta dai due esponenti del centro destra, qualora venisse approvata, vieterebbe finalmente l'uso dei monopattini sui marciapiedi. Ad oggi infatti non esiste un divieto, e non si contano gli incidenti, magari non mortali, di anziani scaraventati a terra dal passaggio dei nuovi, moderni mezzi elettrici. Che, in molte città, sono utilizzabili anche a noleggio, con il cosiddetto sharing. Una piccola rivoluzione green che va sicuramente incentivata, perché consente di utilizzare meno le automobili, che inquinano certamente di più, ma soprattutto creano ingorghi e traffico. Un settore che però va regolamentato. Per la sicurezza dei pedoni e, prima ancora, di chi usa quotidianamente i monopattini elettrici.