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Bari, tangenti per rifiuti: arrestato assessore sorpreso mentre intascava 5mila euro

Christian Campigli
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Un'antica, pessima abitudine. Che resiste al trascorrere del tempo, al mutare dei governi, delle leggi e della tecnologia. La tangente, la mazzetta da dare in regalo al politico di turno per accelerare i tempi di quella pratica o per aver la certezza di vincere quell'appalto, continua ad essere una costante nella vita pubblica italiana. L'ennesimo episodio di questo autentico tumore che affligge il nostro paese giunge da un piccolo paese in provincia di Bari. Secondo l'ipotesi investigativa, l'assessore comunale di Grumo Appula avrebbe intascato una tangente da cinquemila euro dal titolare della ditta che si occupa della raccolta rifiuti.

 

 

L'esponente politico avrebbe minacciato in più occasioni di interrompere la collaborazione, se il titolare dell'azienda non avesse pagato o garantito assunzioni. Con l'accusa di estorsione, i carabinieri hanno arrestato in flagranza l'assessore Nicola Lella, trenta anni e il costruttore edile e ingegnere Vito Partipilo, trentaquattro anni, considerato suo complice. I due sono ora in carcere in attesa di udienza di convalida dell'arresto. Il blitz della compagnia di Modugno ha pizzicato l'imprenditore e l'assessore mentre avveniva lo scambio di denaro. La famosa, classica ed immancabile valigetta. La ventiquattro ore che gli Italiani credevano fosse svanita dal loro presente dopo gli arresti eccellenti di Mani Pulite. E il conseguente terremoto politico che pose fine alla cosiddetta Prima Repubblica. Ma che, puntualmente, riemerge come la Fenice. Immortale. Nonostante il lavoro incessante delle forze dell'ordine e della magistratura.

 

 

Le indagini dei carabinieri sono partite a seguito del danneggiamento di un'automobile, in uso alla società incaricata della raccolta di rifiuti. Il mezzo era stato dato alle fiamme la mattina del 24 luglio. I militari sono riusciti a scoprire che l'assessore aveva istigato alcuni operatori ecologici a non procedere alla raccolta dei rifiuti, fomentando anche uno sciopero, solo apparentemente connesso a problematiche logistiche aziendali. Nicola Lella era, almeno secondo la tesi accusatoria, la mente di una vera e propria organizzazione. Venivano creati ad hoc una serie di disservizi, finalizzati a mettere in cattiva luce l’azienda. Ovviamente, questi intoppi si sarebbe risolti magicamente qualora il titolare si fosse ricordato di fare un regalino al suo "amico" assessore. O avesse assunto nell'azienda uomini indicati dallo stesso esponente politico. Ieri mattina, durante l’ennesimo incontro tra Nicola Lella e l'imprenditore, si sono presentati anche i carabinieri del comando provinciale di Bari i quali, dopo aver assistito al pagamento della tangente, hanno arrestato l'assessore e il suo fido aiutante, l'ingegnere. Va sottolineato come i due malviventi abbiano tentato persino la fuga. Dopo essere stati fermati dai militari, sono stati condotti nel carcere di Bari, dove rimarranno in attesa di giudizio. Le tangenti e la corruzione sono un cancro che costa, al nostro paese, miliardi e disservizi. Un tumore che va estirpato. Per il bene di tutti.