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Domenico Paviglianiti, arrestato a Madrid il boss latitante della 'Ndrangheta

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A Madrid, la polizia spagnola e i carabinieri del comando provinciale di Bologna hanno arrestato Domenico Paviglianiti, boss della 'Ndrangheta, 60 anni, originario di San Lorenzo di Reggio Calabria e destinatario di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti di 11 anni e otto mesi emesso il 21 gennaio per i reati di associazione di tipo mafioso, omicidio e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

 

Domenico Paviglianiti è ritenuto elemento apicale dell’omonima cosca ’ndranghetista, tuttora operante nei comuni di San Lorenzo, Bagaladi e Condofuri con ramificazioni nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, e nel Sud America per la gestione del traffico interazionale di stupefacenti, era già stato condannato all’ergastolo (pena in seguito sostituita in quella della reclusione nella durata di trenta anni) per una serie di omicidi, associazione di tipo mafioso e reati concernenti gli stupefacenti, commessi a partire dagli anni ’80. Paviglianiti avrebbe avuto un ruolo di prim’ordine nel corso della cosiddetta seconda guerra di mafia, quando insieme ad altre famiglie di ’ndrangheta della provincia di Reggio Calabria aveva appoggiato la cosca De Stefano nella sanguinosa faida con quella dei Condello.

 

L'attività investigativa avviata nel mese di gennaio 2021, scaturisce dal nuovo provvedimento emesso dalla procura felsinea nei confronti del Paviglianiti. La misura scaturisce da un ricorso in Cassazione promosso dalla stessa autorità giudiziaria, che aveva rilevato un antecedente erroneo calcolo della pena tale da consentire a Paviglianiti di essere rimesso in libertà nell’ottobre del 2019. In quell’occasione lo stesso aveva lasciato l’Italia e aveva trovato rifugio in Spagna approfittando di uno strutturato circuito relazionale in quel paese, consolidatosi attraverso gli illeciti traffici ivi gestiti. Le attività investigative sono ancora in corso