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Violenza sessuale su una bambina di 11 anni: anziano condannato a tre anni di carcere

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Una storia squallida. Difficile da raccontare. Che ha trovato la propria conclusione, almeno a livello giuridico, ieri pomeriggio. Quando un pensionato 71enne di Giulianova, piccolo centro in provincia di Teramo, è stato condotto in carcere dagli uomini della squadra mobile. L'anziano, A.A., è originario di Foggia e dovrà scontare la pena di tre anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di una bambina.

 

Una vicenda torbida, che, almeno a giudicare dai tre gradi di giudizio, appare drammaticamente chiara. Nel primo, portato a termine col rito abbreviato, all'uomo era stata combinata una pena di tre anni. L'appello l'aveva ridotta, ma la Suprema Corte di Cassazione ha ripristinato la condanna iniziale. I fatti hanno come scenario una località turistica della Valle d'Aosta, al confine con Francia e Svizzera. Il pensionato si trovava in ferie con la propria famiglia, quando, ad una festa, conobbe quella bimba, nativa del luogo. In ben due occasioni la palpeggiò senza ritegno né vergogna. Un episodio che avrebbe segnato, a livello psicologico, la piccola. La giovane vittima, inizialmente, non trovò il coraggio di raccontare l'episodio ai propri genitori. Il paradosso, in queste vicende, è che spesso chi ha subito violenza si sente in colpa. Si domanda cosa ha fatto per meritare un simile trattamento. È un principio assai pericoloso, come numerosi esperti hanno più volte ricordato. Che può portare ad un aumento esponenziale di stress, alla perdita del sonno e ad un dolore lancinante. Presente in ogni singolo attimo della giornata. Per fortuna le maestre si accorsero rapidamente del cambio di atteggiamento a 360 gradi della loro alunna. Le parlano e non si accontentarono di un iniziale "va tutto bene". Insistettero, con delicatezza ma altrettanta tenacia. E alla fine la bimba si aprì. E raccontò tutto.

 

Le insegnanti avvertirono subito i genitori e, immediatamente, questi ultimi si rivolsero alle forze dell'ordine. Per sporgere denuncia e chiedere giustizia. La procura valdostana aprì subito un'inchiesta, durante la quale la minore venne sentita durante l'incidente probatorio. Ovviamente con la presenza indispensabile della psicologa. L'11enne espose i due episodi con assoluta lucidità e dovizia di particolari. Troppo dolore le avevano procurato quelle innaturali attenzioni per poter rimuovere anche il più insignificante dettaglio dell'intera vicenda. L'incontro avvenne ad una festa e nessuno tra gli adulti si accorse di nulla. Nessuno prestò attenzione ad un anziano che parlava con una bambina. Che sarebbe potuta essere sua nipote. Quei palpeggiamenti lasciarono su di lei un segno indelebile, reso solo in parte meno amaro dal racconto fatto alla maestra prima, ai genitori poi ed infine ai giudici. L'uomo, vista anche l'età, era convinto di farla franca. Ed invece da questa mattina si trova in carcere. E avrà tre lunghi anni di tempo per riflettere su quella violenza compiuta ai danni di una innocente bambina di appena undici anni.