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Studente carbonizzato, c'è la data certa della morte: si indaga su istigazione al suicidio

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Primi risultati dall'autopsia sul corpo di Francesco Pantaleo. Per capire la causa della morte ci vorrà ancora qualche giorno di lavoro da parte dei medici legali, incaricati dalla Procura di Pisa di effettuare l'esame autoptico sul corpo dello studente 23enne di Marsala (Trapani), carbonizzato, trovato domenica 24 luglio in un campo a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa.

 

 

Dai primi riscontri effettuati è emerso però già un dettaglio: la conferma che il giovane è morto nella notte tra sabato 23 e domenica 24 luglio. Martedì 3 agosto sono cominciati gli accertamenti tecnici: gli esami chimici e tossicologici, le analisi sugli strumenti informatici di Pantaleo e l’esame autoptico, dal quale si potrà capire se si tratta di suicidio o meno. L’ipotesi di reato sulla quale indaga la procura di Pisa è di istigazione al suicidio: del caso si occupa la Pm Lydia Pagnini con il procuratore Alessandro Crini. Nel frattempo, continua il lavoro degli investigatori sulle 24 telecamere presenti nel percorso che dividono la casa dove abitava il ragazzo a Pisa dal luogo dove è stato ritrovato morto. Insomma, resta ancora il mistero sugli ultimi attimi di vita del povero Francesco.

 

 

Nessun segno di violenza, né colpi di arma da fuoco, né ferite da coltello. È quanto emergerebbe dalla tac effettuata sul cadavere di Francesco Pantaleo, lo studente universitario di 23 anni originario di Marsala (Trapani), trovato carbonizzato in un fosso a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, lo scorso 25 luglio. Nella giornata di oggi andranno avanti gli esami dell’autopsia iniziata ieri e disposta dalla Procura di Pisa, che indaga sulla morte del giovane.