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Studente carbonizzato, non si era presentato a esami fondamentali. Il giallo del pc "ripulito": domani l'autopsia

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Sarà decisiva l’autopsia per chiarire le cause delle morte del 23enne Francesco Pantaleo, lo studente universitario fuori sede di Marsala, in provincia di Trapani, scomparso il 24 luglio a Pisa e ritrovato carbonizzato in un campo distante sei chilometri dalla città, nel comune di San Giuliano Terme. L’esame autoptico è previsto per domani prossimo all’istituto di medicina legale dell’ospedale pisano di Cisanello: il medico legale incaricato della perizia dalla Procura dovrà accertare la presenza di eventuali ferite e lesioni sul corpo "fortemente carbonizzato". Il medico legale che ha svolto la prima ricognizione esterna non avrebbe rilevato ferite evidenti diverse da quelle provocate dalle fiamme. Al momento del ritrovamento del cadavere, Pantaleo non indossava le scarpe, si è appreso da fonti investigative. L’ipotesi ritenuta più attendibile dagli inquirenti appare quella del suicidio ma gli investigatori dei carabinieri dell’Arma, nonostante finora la mancanza di chiare evidenze, non escludono del tutto la pista dell’omicidio. "Gli approfondimenti proseguono", si limita ad osservare il procuratore di Pisa, Alessandro Crini. Per questo stanno esaminando tutti i filmati delle telecamere di videosorveglianza disseminate tra Pisa e San Giuliano per ricostruire l’eventuale percorso fatto a piedi da Francesco.

 

 

Ma perché Francesco è morto? S’ipotizzano difficoltà che il ragazzo avrebbe incontrato nel suo percorso accademico che avrebbe nascosto alla famiglia. Ad alcuni esami fondamentali, indispensabili per conseguire la laurea di primo livello, la così detta triennale, in Ingegneria Informatica, non si è presentato. Nulla di grave ma forse un motivo di turbamento considerato che alla famiglia aveva detto di aver fissato la data della discussione della tesi. E poi perché a casa ha lasciato soldi, documenti, telefonino, e, nonostante la miopia, anche gli occhiali da vista? E perché prima di uscire ha cancellato la cronologia di navigazione del computer e alcuni file? C’è un particolare al quale gli inquirenti cercano di dare una spiegazione: Francesco, durante il lockdown, aveva deciso di rimanere a Pisa e non era tornato nella sua città come la stragrande maggioranza degli studenti pendolari dell’università toscana. Nascondeva qualcosa?

 

 

 

La morte dello studente siciliano, identificato grazie alla prova del Dna, dunque resta un giallo. Tra chi indaga si è fatta strada l’ipotesi di un gesto volontario: finora "nulla - ripetono i carabinieri - fa pensare al coinvolgimento di altre persone". Ma i misteri intorno alla sparizione di Pantaleo arrivato quattro anni fa a Pisa sono diversi e tutti da chiarire. Perché, ad esempio, decidere di togliersi la vita a San Giuliano, un posto che nessuno gli aveva mai sentito nominare? E poi ci sono due tracce di innesco dell’incendio trovate nel campo di girasoli che sembrerebbero suggerire un primo tentativo di appiccare il fuoco andato a vuoto. Finora agli investigatori non risultano frequentazioni dubbie da parte di Francesco e non ci sarebbero neppure indizi che portino ad ambienti dello spaccio di droga. Nelle ultime ore i carabinieri stanno analizzando un altro particolare: i cani molecolari hanno fiutato la presenza dello studente al binario 3 della minuscola stazione di San Rossore dove transitano pochi treni. Perché Francesco era in quel luogo?