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Cadavere bruciato, il corpo è dello studente scomparso sette giorni fa: mistero sulle cause

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L'identificazione ha tolto gli ultimi dubbi. E' dello studente Francesco Pantaleo, lo studente universitario 23enne di Marsala (Trapani), scomparso da Pisa sabato scorso 24 luglio, il corpo trovato carbonizzato trovato nel tardo pomeriggio del giorno successivo nelle campagne di San Giuliano Terme. L’identificazione è avvenuta tramite la comparazione con il Dna messo a disposizione degli inquirenti dai genitori del giovane. Per chiarire le cause del decesso - suicidio o omicidio - sarà necessario attendere i risultati dell’autopsia disposta dalla Procura. L’autopsia sarà svolta entro la prossima settimana.

 

 

L’esame autoptico, secondo fonti investigative, permetterà di capire se eventualmente siano stati inferti dei colpi esterni dal momento che il corpo, ritrovato in avanzato stato di combustione, non lo ha consentito con la sola ricognizione cadaverica esterna da parte del medico legale. Vicino al corpo non sono state trovate taniche o contenitori con liquido infiammabile e nemmeno veicoli riconducibili al ragazzo.

 

Roma, monumento alla porchetta a Trastevere fa infuriare gli animalisti: "Toglietelo, è un'offesa" | Foto – Corriere di Viterbo

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Roma, monumento alla porchetta a Trastevere fa infuriare gli animalisti: "Toglietelo, è un'offesa" | Foto

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Bufera sul monumento alla porchetta a Roma. L’organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) della Capitale  chiede "la rimozione dell’installazione 'Dal panino si va' in piazza in piazza San Giovanni della Malva, a Trastevere che, più che rappresentare ’un atto aggregativo e itinerante del consumare il cibo all’aperto, come affermano gli organizzatori, è un insulto anzitutto agli animali ma anche a chi li ama e non li mangia". "Abbiamo ricevuto molte telefonate di protesta, e non solo da parte di vegetariani e vegani, ma anche da persone che forse ora ci penseranno due volte prima di mangiare la porchetta che, ricordiamolo, altro non è che un cucciolo di maiale arrostito intero per poi essere affettato - dichiara Rita Corboli delegata dell’Oipa di Roma - Si tratta di una creazione che, se voleva celebrare una tradizione alimentare romana, speriamo che stia contribuendo invece a demolirla". 

"Per la prima volta, come non succedeva da molti anni a questa parte Roma, in particolare il primo Municipio della città, ha deciso di aprirsi all’arte contemporanea non rivolgendo l’attenzione ad artisti affermati e conclamati che hanno già un loro percorso, ma chiedendo agli studenti, ai futuri artisti in formazione, di lavorare e offrire la loro idea di Roma, tenendo conto dell’ispirazione che i luoghi stessi possono produrre dalla loro stratificazione millenaria". Spiega Sabrina Alfonsi, presidente Municipio Roma I Centro, intervenendo sulla polemica del monumento alla  porchetta di Trastevere. "Un’idea di città democratica, come piace a noi, prevede il confronto alla sua base - aggiunge Alfonsi - Le polemiche di queste ore su una delle installazioni, da parte di associazioni animaliste e cittadini sensibili al tema, ci porta a rilanciare proprio il confronto. Anche perché parliamo di arte contemporanea, che tra le sue peculiarità ha elementi di provocazione, e non di animali morti. Grazie all’opera in oggetto è stato riportato in vita un dibattito sul rapporto tra uomo e animali allevati per il consumo che era morto e sepolto. Per questo abbiamo proposto di organizzare alle stesse, che si sono immediatamente rese disponibili, un incontro in piazza con le diverse associazioni, gli artisti, le Istituzioni e i cittadini che vorranno partecipare. Il tutto nel rispetto delle sensibilità collettiva. Farà del bene a tutti e soprattutto ai giovani artisti che attraverso questo confronto potranno apprendere il significato di arte pubblica e contribuire alla ricostruzione di quel tessuto sociale di cui abbiamo tanto bisogno e che è il fine ultimo del progetto Piazze romane".

La sede Lav di Roma "critica aspramente la scelta del Municipio 1 di apporre una statua in travertino raffigurante un maiale fatto a pezzi in Piazza San Giovanni della Malva, nel centralissimo rione Trastevere". "Nelle intenzioni di Sabrina Alfonsi e Giuseppa Urso, rispettivamente presidente e assessora alla Rigenerazione urbana del Municipio Roma 1, la statua dovrebbe celebrare una tradizione romana andata perduta, l’atto aggregativo e itinerante del consumare il cibo all’aperto - sottolinea la Lav - ma, secondo la Lav, l’opera offende la sensibilità di circa trecentomila romani vegani e vegetariani che in essa vedono un insulto al valore della vita degli animali esseri senzienti, al loro sacrificio forzato in nome di una preferenza alimentare nemmeno necessaria ma solo egoistica. La Lav critica altresì la scelta di concedere il patrocinio all’iniziativa da parte del Comune di Roma e i Ministeri dei Beni Culturali e del Turismo". "Gli animali non sono panini ma esseri senzienti. Qualunque pretesto si voglia addurre, l’arte non è arte se calpesta la sensibilità delle persone e in questo caso di tante, tantissime persone che sono anche cittadini ed elettori romani. La scelta di apporre simile statua è a dir poco infelice ed è emblematica del livello di consapevolezza e della visione che ancor oggi certi amministratori pubblici hanno della questione animale - dichiara David Nicoli, responsabile Lav Roma - Chiediamo quindi alla Presidente Alfonsi di voler provvedere alla immediata rimozione della infelicissima statua"

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Lo studente sarebbe, quindi, arrivato a piedi sul luogo in cui è stato ritrovato oppure portato da qualcuno. Francesco Pantaleo risultava irreperibile da sei giorni. L’allarme era stato lanciato dalla famiglia che abita in Sicilia, dopo che i genitori non erano riusciti a mettersi in contatto con il figlio. Nella casa del giovane, studente universitario dell’Ateneo di Pisa, sono stati trovati tutti i suoi effetti personali, compresi occhiali da vista, oltre al pc e all’iphone. I genitori avevano rivolto appelli al figlio affinché si facesse vivo e tornasse a casa. Ma venerdì 30 luglio ai carabinieri del comando provinciale di Pisa, che già indagavano sul ritrovamento del cadavere carbonizzato, hanno ricevuto il responso dei test del Dna: l’esame eseguito presso il Laboratorio di Genetica dell’Istituto di Medicina Legale di Firenze ha confermato che si tratta dello studente universitario scomparso. La dinamica dell'accaduto tuttavia è ancora tutta da chiarire.