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Migranti, a luglio 83 sbarchi in Sicilia: arrivati 2.899 immigrati

Christian Campigli
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Passano gli anni, cambiano i governi, le maggioranze che li appoggiano, persino i partiti. Ma nulla muta nella vicenda dei migranti e dell'esponenziale aumento degli sbarchi durante i mesi estivi. Ieri la procura di Agrigento, che con costanza lavora per porre fine agli ingressi illegali nel nostro paese, ha disposto il fermo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di un trentenne egiziano. Quest'ultimo è  considerato lo scafista dell'imbarcazione dalla quale lo scorso 7 luglio sono sbarcati nell'isola di Lampedusa 419 migranti. I magistrati hanno deciso il fermo anche di un quarantaduenne tunisino, considerato a sua volta il responsabile dello sbarco di un altro gommone, che ha portato sulle coste italiane quarantotto africani, provenienti dalla Libia. La squadra mobile del capoluogo siciliano ha arrestato dal primo luglio 47 immigrati per il reato di reingresso illegale in Italia,  dopo essere stati espulsi o condannati. Un problema, quello degli sbarchi, che non conosce soluzione. I numeri, come spesso accade per fenomeni sociali così rilevanti, raccontano meglio di tante parole la portata di questa autentica emergenza, sociale, politica ed umanitaria. Ieri ci sono stati ben sette sbarchi, quattro dei quali direttamente sulla terraferma, per un totale di 140 migranti giunti nel nostro paese. Gli africani sono stati portarti nell'hotspot di contrada Imbriacola, dove ci sono quasi ottocento persone, a fronte dei duecentocinquanta posti disponibili. Poco prima di mezzanotte, una pattuglia della guardia di finanza ha rintracciato a Porto Nuovo cinque tunisini, fra cui una donna: erano sbarcati con un gommone a Cala Croce. Alle due di notte le fiamme gialle hanno intercettato quattordici tunisini, che stavano navigando verso le nostre coste con un gommone di sei metri. Alla cinque del mattino i carabinieri hanno bloccato diciotto persone, tra le quali vi erano anche una donna e un minore, in via di Ponente, a Lampedusa. Pochi minuti prima delle sei una motovedetta delle fiamme gialle ha sbarcato quattordici tunisini, che erano stati poco prima rintracciati a un miglio a sud della terraferma. Non va dimenticato che, in soli ventuno giorni, dal primo luglio scorso, ci sono stati ben 83 sbarchi, per un totale di quasi tremila immigrati (2.899, per la precisione) arrivati in Italia. Il fenomeno delle partenze da Tunisia e Libia, oltre ad alimentare un mercato tanto illegale quanto crudele, porta con sé anche un numero imprecisato di morti lungo il tragitto. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono i diciassette corpi rinvenuti dalle unità della marina tunisina, che hanno recuperato anche 160migranti partiti dalle coste libiche. E mentre la politica italiana si divide, litiga e si accusa reciprocamente, quella europea si volta dall'altra parte. In totale spregio dei disperati in caccia di un futuro migliore che, ogni giorno, muoiono nel Mediterraneo.