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Rovigo, broker raggira anziana: spariti 750 mila euro. Arrestato dalla guardia di finanza

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Christian Campigli
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Prendersela con chi è più debole ed indifeso. Far abbassare la guardia e colpire dopo aver conquistato la fiducia. Senza ritegno, senza pietà, sprovvisto anche solo di una parvenza di dignità umana. Il comando provinciale della guardia di finanza di Rovigo ha arrestato un intermediario finanziario molto noto in provincia. Un'inchiesta lunga e articolata, che ha visto l'impegno di numerosi uomini in divisa per oltre dodici mesi. Il broker, in modo fraudolento, avrebbe sottratto nel corso degli anni oltre 750 mila euro ad un'anziana, oggi ultra novantenne, residente nella cittadina veneta.

 

Un nipote della vittima si è insospettito dopo aver, per puro caso, chiacchierato con l'amata nonna. Ha scoperto che mancava anche la più basica rendicontazione relativa alla gestione dell'importante patrimonio della donna. Il malvivente ha agito con astuzia e grande pazienza. Prima è entrato in contatto con l'anziana quando era ancora dipendente di uno degli istituti di credito della zona. Poi ha carpito la sua fiducia e, dopo essersi licenziato e aver avviato l'attività privata di intermediario finanziario, ha pian piano rubato tutto il suo patrimonio. Svariate le operazioni bancarie (bonifici online, giroconti effettuati in favore di società estere e prelievi di contante dalla carta bancomat) che hanno azzerato il cospicuo conto corrente. Ma si sa, l'appetito vien mangiando e il broker non ha avuto l'intelligenza di sapersi fermare e scappare con i denari rubati. La sua avidità però gli è stata fatale. Le indagini, focalizzate soprattutto sull’analisi delle movimentazione bancarie operate sui rapporti di conto corrente intestati alla vittima e di quelli riconducibili all’autore del reato, unitamente alle testimonianze, hanno permesso di ricostruire come una parte considerevole dei beni finanziari intestati all’anziana vittima fossero stati direttamente girati su conti intestati al broker.

 

La parte restante invece è stata destinata a soggetti esteri o a persone che nulla avevano a che fare con la vittima. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovigo, su richiesta del sostituto procuratore Francesco D’Abrosca, ha disposto gli arresti domiciliari per il consulente, accusato di reato di appropriazione indebita aggravata e gestione patrimoniale infedele, disponendo, altresì, il divieto di utilizzo di sistemi di collegamento telematico con istituti di credito. Una storia densa di meschinità, nella quale la voglia di diventare ricco, di fare la bella vita ha prevalso su tutto. Persino sul destino di un anziano solo e indifeso.