Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Stasera in tv, 19 luglio, Report su Rai3. Le stragi e la trattativa Stato-mafia: documenti e testimonianze inedite

Sigfrido Ranucci ha ideato e conduce Report

  • a
  • a
  • a

Stasera in tv, lunedì 19 luglio 2021Report torna in tv su Rai3 dalle ore 21,20 con la replica integrale della puntata dedicata a un pezzo di storia inconfessabile del nostro Paese. Verranno interrotte le puntate dedicate al "best of" e rivedremo Sigfrido Ranucci raccontare, come mai è stato fatto prima, la trattativa Stato-mafia e la stagione delle stragi con un obiettivo ambizioso: sollevare il velo di omertà che da anni caratterizza quel periodo controverso e opaco delle istituzioni dell’Italia repubblicana.

 

 

Nella puntata che andrà in onda in tv verranno forniti documenti e testimonianze inedite che lasciano intravedere l’esistenza di un filo nero che unisce la P2, la massoneria, i terroristi di destra, servizi segreti deviati e cosa nostra. Un piano occulto che aveva un obiettivo scabroso: ideare e attuare una strategia stragista indirizzata alla destabilizzazione della democrazia italiana. Lo hanno raccontato a Report giudici, pentiti e i protagonisti stessi di quei piani eversivi.

 

 

Questa sera la trasmissione di Rai 3 svelerà il link invisibile che unisce l’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 alle stragi del 1992 e del 1993 per cui sono indagati dalla Procura di Firenze anche Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Un’indagine giornalistica straordinaria che porterà a galla una verità inconfessabile di quell’epoca, e cioè che forse dietro quelle stragi c’era anche la mano occulta di uomini dello Stato. Una conclusione a cui probabilmente era arrivato anche Paolo Borsellino, il giudice eroe ucciso dalla mafia in Via d’Amelio. La sua agenda rossa, dove annotava tutti i particolari delle sue indagini, sparì misteriosamente dal luogo dell’attentato. Cosa era scritto su quei fogli? E chi li ha fatti scomparire? E ancora: Sigfrido Ranucci parlerà dei file spariti dal computer di Giovanni Falcone, l’altro magistrato barbaramente ucciso dalla mafia, e della “discesa” in politica del boss di Cosa Nostra Totò Riina, che nel 1990 scaricò i referenti democristiani e socialisti per fondare piccoli movimenti indipendentisti in tutto il Sud.