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Morte De Rienzo, "era eroina la polvere ritrovata nell'appartamento"

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Eroina, non cocaina, la polvere bianca trovata nell'appartamento di Libero De Rienzo, l'attore trovato morto a 44 anni nella sua casa di Roma. Lo hanno stabilito le analisi dei carabinieri del Ris, secondo quanto riportato da La Repubblica. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, la sostanza, rinvenuta su un tavolo del soggiorno nella sua casa di via Madonna del Riposo all’Aurelio nella capitale, non sarebbe in quantità sufficiente a provocare la morte di una persona. Infatti si tratterebbe di una singola dose “da strada”, contenuta in una bustina di cellophane, con un basso principio attivo, di circa il 10 per cento e senza altre particolare sostanze “da taglio”.

 

 

Ora diventa determinante l'esito dell'autopsia, atteso per la giornata di domani. La procura ha nominato il medico legale che al Policlinico Gemelli eseguirà l'esame sul corpo dell'attore. L’esame tossicologico su Picchio - come lo chiamavano gli amici - potrà svelare che ruolo può aver avuto l’eventuale consumo di stupefacenti nella morte. Sul suo corpo, esternamente, non è stata rilevata alcun tipo di traccia di droga. Sia la moglie che i familiari hanno rivelato i problemi avuto in passato dal marito, dipendenze comunque superate dopo un periodo di disintossicazione.

 

 

Altro step importante nelle indagini degli investigatori saranno gli esami di cellulare e pc di De Rienzo, dai quali potrebbero emergere nelle prossime ore nuovi elementi utili a ricostruire le cause della sua morte. Così verranno ricostruiti gli ultimi giorni di De Rienzo. Per ora siamo fermi a quanto ricostruito nell'immediato e alla novità della presenza in casa di eroina: la moglie di De Rienzo, la costumista Marcella Mosca, era a Napoli con i loro due figli, di due e sei anni. Non riuscendo a mettersi in contatto con il marito, a Roma, chiama disperata un amico di famiglia che ha le chiavi dell'appartamento. Poco dopo le 20 la macabra scoperta. Per il medico legale, per Picchio, non c'è più nulla da fare, stroncato da un malore, probabilmente da un attacco cardiaco 24 ore prima del ritrovamento.