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Sara Pedri, "reparto polveriera". L'accusa dell'avvocato: "Tanti si sono girati dall'altra parte"

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Caso Sara Pedri, nuovi elementi e sospetti (meglio accuse) arrivano all'indomani della decisione di trasferire due dirigenti. "In tanti si sono girati dall’altra parte mentre sarebbero potuti intervenire prima. Quel reparto una polveriera", afferma in una  intervista a ’Il Dolomiti' l’avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia di Sara  Pedri, la ginecologa scomparsa il 4 marzo. Il legale rincara e argomenta. "C’è un dispiacere nel constatare che tante persone si sono girate dall’altra parte rispetto una situazione che era pre-esistente all’arrivo di  Sara e che avrebbero potuto intervenire prima in maniera più incisiva e determinata".

 

 

Le parole di Nicodemo Gentile, rilasciate in esclusiva a ’Il Dolomiti', arrivano dopo dopo la decisione dell’azienda sanitaria di Trento di trasferire il primario e un’altra dirigente dal reparto dove lavora la giovane ginecologa di cui da mesi non ci sono notizie. "Si tratta di un primo passo - argomenta ancora alla fonte ll’avvocato Gentile - perché siamo contenti di sentire che la commissione si esprime parlando di dati oggettivi. Noi eravamo già a conoscenza di una serie di dati sinceramente oggettivi che riguardano tutta una serie di soggetti che subito dopo la scomparsa di Sara hanno spontaneamente contattato la sua famiglia". Testimonianze che, sotto il profilo ambientale, hanno descritto il reparto come "una vera e propria polveriera".

 

 

Frattanto i segretari provinciali trentini di Cgil, Andrea Grosselli, Cisl, Michele Bezzi, e Uil, Walter Alotti, all’indomani delle dimissioni del direttore generale dell’azienda sanitaria Pier Paolo Benetollo legate anche alla gestione politica della scomparsa della ginecologa forlivese di 32 anni, sottolineano che "le dimissioni del direttore generale dell’azienda sanitaria di Trento fanno emergere le difficoltà del governo provinciale nel gestire in trasparenza e nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni il rapporto tra Provincia e azienda sanitaria stessa. Non si tratta di un problema contingente ma rischia di essere strutturale. Un problema per il quale la drammatica vicenda della dottoressa  Sara Pedri ha fatto solo da detonatore".