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Pedopornografia, altri sette nei guai: i numeri dell'orrore sono sconvolgenti

Christian Campigli
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Abusi, violenze e ogni tipo di depravazione possibile. Ai danni di bambini. Innocenti. Un tuffo nell'orrore che ha portato questa mattina le forze dell'ordine ad identificare e denunciare sette persone, tra Roma, Foggia e Napoli. Detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico: è questa la tesi accusatoria emersa al termine di una complessa operazione della polizia, finalizzata al contrasto alla pedofilia e alla diffusione online di video e foto di minorenni.

 

 

L'attività di indagine, coordinata dal servizio di  polizia postale e delle comunicazioni di Roma, del centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online e diretta dalla procura di Napoli è il risultato di una cooperazione internazionale tra forze dell'ordine. Tutto è partito da una segnalazione in Canada, relativa ad uno scambio di alcune foto di bimbi, attraverso una nota applicazione di messaggistica istantanea.
Le indagini si sono sviluppate prima seguendo le tracce informatiche che i sette malviventi avevano lasciato e, successivamente, perquisendo le loro  abitazioni. Nei sette appartamenti di Roma, Foggia e Napoli sono stati sequestrati numerosi dispositivi, all'interno dei quali sono stati rinvenuti  immagini e video relativi ad abusi e violenze su minori. Gli agenti della polizia postale di Napoli, inoltre, nell'ambito di un'analoga attività di indagine, hanno arrestato anche un cittadino straniero residente in provincia di Cosenza, responsabile della detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico reperito online e scambiato con altri utenti.

 

 

 

Purtroppo non si tratta di episodi isolati. Basti pensare che nel 2020 i casi relativi alla diffusione online di violenze sessuali sui minori sono aumentate del 132 per cento. Un numero semplicemente sconvolgente. La conferma giunge dalle parole del garante della privacy, Pasquale Stanzione. “Lo scorso anno si è registrato un incremento di circa il 132%, rispetto al 2019, dei casi trattati dal centro nazionale per il contrasto della pedopornografia e un aumento del 77% dei casi di vittimizzazione dei minori per grooming, cyber bullismo, furto d'identità digitale, sextorsion. Il 68% degli adolescenti risulta essere stato, nel 2020, testimone di casi di cyberbullismo. Questi dati - ha aggiunto il garante - non possono non esigere un'assunzione di responsabilità collettiva rispetto a soggetti, quali i minori, le cui vulnerabilità possono renderli le vittime elettive delle distorsioni del web”. Numeri che creano apprensione, perché se è indiscutibile la potenzialità della rete, sia come strumento di lavoro, che di conoscenza, è altrettanto indiscutibile come serva maggiore attenzione per proteggere i più deboli dai pericoli dell'universo digitale.