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Sara Pedri, "telefonino sotto la lente della procura". Il pm valuta i contenuti del cellulare

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Non si trova Sara Pedri, la ginecologa scomparsa, ma ci sono passi avanti significati nelle indagini. La Procura di Trento ha ricevuto la copia forense del telefono della ginecologa di 31 anni scomparsa in Trentino lo scorso 4 marzo.  Secondo la famiglia, Sara Pedri avrebbe subìto pressioni psicologiche sul posto di lavoro, a Trento. I contenuti del cellulare della donna saranno ora valutati dal pubblico ministero, Licia Scagliarini. A dare la notizia è l'Ansa.

 

 

 

Il telefono di Sara Pedri era stato trovato nella sua auto parcheggiata al confine tra il comune di Cis e quello di Cles, nelle vicinanze del ponte sopra il torrente Noce, che con la sua corrente porta al lago di Santa Giustina. La zona è tristemente nota per i suicidi ed è sul fondale fangoso del lago che si concentrano le operazioni, rese però difficoltose dal basso livello dell'acqua nel periodo estivo.
 La fonte ricorda come tra marzo e aprile, per cercare la ginecologa di Forlì che lavorava all'ospedale Santa Chiara di Trento, erano stati impiegati anche i cani specializzati nella ricerca di cadaveri in acqua.

 

 

Da Genova, inoltre, era intervenuto il Nucleo dei carabinieri subacquei con un eco-scanner e anche i sommozzatori dei vigili del fuoco erano stati impegnati nelle ricerche. Il fiuto dei cani molecolari aveva portato all'inizio del ponte di Mostizzolo, poco distante dal luogo dove il 4 marzo scorso era stata trovata l'auto di Sara Pedri. Le unità cinofile si sono fermate nei pressi di un dirupo alto una cinquantina di metri a cui si accede dalla pista ciclabile ma nessun corpo è stato trovato.
C'è anche un altro fronte aperto per cercare di far luce sulla vicenda ed è quello dell'ispezione ministeriale. Si è  infatti conclusa la visita visita degli ispettori mandati dal ministro Speranza nel reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Trento e si attendono le audizioni dell'Ordine dei medici di Trento, previste alla fine di luglio, ed i risultati della commissione interna costituita dall'Azienda sanitaria per chiarire le dinamiche interne al reparto dove lavorava la giovane ginecologa. Una vicenda che appare solo all'inizio.