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Roma, arrestati falsi broker del Vaticano: incastrati da carabinieri vestiti da preti

Operazione dei carabinieri

Christian Campigli
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Un brand che rassicurava. Che infondeva fiducia. Che faceva dormire sonni tranquilli. Peccato fosse tutto falso. I carabinieri della compagnia di Roma Centro hanno arrestato cinque persone (undici gli indagati), accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di molteplici reati di truffa, rapina e furto aggravato. I malviventi si presentavano in modo impeccabile: giacca e cravatta, completo blu e una parlantina degna del miglior imbonitore televisivo.

Sostenevano di essere nientemeno che degli intermediari della Santa Sede. Altre volte hanno provato anche la carta, tanto affascinante quanto inesistente, di una fantomatica finanziaria lussemburghese. Offrivano prestiti importanti, che talvolta superavano il milione di euro, a condizioni eccezionali. Non sono per il tasso proposto, ma anche perché non venivano richieste, come da prassi, particolari garanzie patrimoniali. I cinque non erano però degli sprovveduti e sapevano che i clienti andavano “cucinati” a fuoco lento. Per questo, prima di arrivare al dunque, organizzavano almeno sei, sette appuntamenti.

 

 

Durante i quali parlavano a ritmi serrati, come se avessero ingoiato una radiolina. Gli incontri, per far capire a chi avevano di fronte la bontà delle proposte offerte, avvenivano nei pressi del Vaticano o persino all'interno di istituti religiosi aperti al pubblico. Quando avevano conquistato la fiducia degli ignari (ed ingenui) interlocutori, chiedevano del denaro in contanti per l'intermediazione e come saldo per la fidejussione, emessa a garanzia del prestito. Ovviamente l'organizzazione consegnava anche dei contratti. Chiaramente falsi dalla prima all'ultima riga. Tempo cinque minuti, ottenuti i denari, gli eleganti broker si dileguavano nel nulla. Un'inchiesta complessa, partita nel luglio del 2017 e frutto delle denunce di due persone, alle quali erano stati sottratti rispettivamente ventimila euro e settantacinquemila euro in contanti.

Vengono contestati venti episodi, per  un danno totale pari a oltre un milione e mezzo di euro ottenuti illegalmente, ai quali vanno sommati una rapina di tremila euro e un furto con strappo da oltre ottantamila euro. I militari sono riusciti a recuperare trentamila euro in contanti, che sono già stati restituiti ai legittimi proprietari. Gli uomini in divisa hanno dovuto lavorare con astuzia e grande pazienza per arrivare a dama.

 

 

Numerosi i pedinamenti, ai quali si sono andati sommando anche le intercettazioni ambientali e ai telefoni cellulari dei malviventi. In un caso, in piazza Esedra, a Roma, all'interno della basilica di Santa Maria degli Angeli, per sventare una nuova truffa, gli uomini in divisa si sono dovuti travestire da sacerdoti. Un'organizzazione malavitosa che sfruttava la difficoltà nell'ottenere un prestito regolare dalle banche italiane e quel cocktail micidiale, tipicamente italiano, di ingenuità e personale convinzione, da parte dei clienti, di essere il più furbo. Che ha portato, in meno di quattro anni, i falsi intermediari del Vaticano a diventare milionari.