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Pestaggi in carcere: nuovi video mai visti della mattanza a Santa Maria Capua Vetere

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Manganellate, calci, schiaffi, detenuti inginocchiati faccia al muro e picchiati. Nuove immagini pubblicate da La Repubblica sui pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Tra le altre, un immagine in cui si vede un detenuto svenuto che viene scalciato prima che venga soccorso. Un’altra immagine mostra un detenuto picchiato con il manganello e fatto cadere per le scale.

I NUOVI VIDEO DELLA MATTANZA

Far luce sulla catena di comando in relazione alla perquisizione straordinaria ordinata per il 6 aprile 2020. Per questo motivo ieri sono arrivati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, ispettori del ministero della Giustizia. Un’ispezione amministrativa per analizzare quanto accaduto il 5 aprile, durante la rivolta dei detenuti, e il giorno successivo, quando per gli inquirenti sarebbero avvenute le presunte violenze ai danni dei prigionieri. L’obiettivo è cercare di capire eventuali intoppi e cosa non ha funzionato nella catena di comando in quei giorni, quando la direttrice Elisabetta Palmieri era assente per motivi di salute. Nei giorni successivi alle 52 misure cautelari, la ministra della Giustizia Cartabia, con il capo del Dap, chiesero una verifica approfondita sull’intera catena di informazioni e responsabilità. "Ben venga la visita ispettiva del ministero, anche se è un pò tardiva. Tutto questo caos doveva essere gestito all’inizio, non dopo 14 mesi. Questo ha aumentato i dubbi, le perplessità. Come ad esempio la sospensione delle persone indagate, presenti quel giorno ma che per gli inquirenti non sono coinvolti in modo attivo nei fatti. Intervenendo all’epoca, già si sarebbero potuti sgombrare dubbi che danno spazio a ricostruzioni fantasiose. Se fossero state disposte verifiche già lo scorso anno, oggi avremmo già delle risposte". Ha commentato così a LaPresse Emilio Fattorello, segretario nazionale del Sappe e responsabile della Campania, l’arrivo degli ispettori nel carcere sammaritano.

 

 

E, sempre per quanto riguarda i sindacati, il Spp senza mezzi termini ha chiesto le dimissioni del garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello: "Alla nostra richiesta di abbassare i toni per consentire alla magistratura di lavorare in serenità, si risponde con una conferenza stampa dai toni allarmistici che non rispondono alla verità dei fatti accaduti. Ciambriello dovrebbe spiegare come fa a dire certe cose, come se avesse avuto accesso ai filmati, un’eventualità impossibile", ha dichiarato il segretario generale del Spp Aldo Di Giacomo in una nota, criticando le dichiarazioni in merito alla presenza di presunti video dei pestaggi ancora più raccapriccianti in possesso della procura. Dal canto suo il garante ha spiegato a LaPresse di non aver visto nessun nuovo video: "Nell’ordinanza vengono elencati particolari raccapriccianti - spiega - dettagli e luoghi che nei filmati diffusi non compaiono. È tutto scritto, è ovvio quindi che gli inquirenti devono essere in possesso di altro materiale".