Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Sara Pedri, "ombre inquietanti" sulle dimissioni del direttore generale Benetollo: la denuncia dei sindacati

  • a
  • a
  • a

La scomparsa di Sara Pedri e le "ombre inquietanti" sulle dimissioni del direttore generale Benetollo e sulla gestione della sanità a Trento sono state al centro di una nota di denuncia dei sindacati.

 

"Le dimissioni del direttore generale dell’azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, Pier Paolo Benetollo, gettano un’ombra inquietante sulla gestione della sanità trentina. Che la vicenda della scomparsa della dottoressa Pedri e la situazione del reparto di ginecologia richiedano chiarezza e quindi misure drastiche per ripristinare condizioni di lavoro accettabili, è palese da settimane. Dubitiamo però che la soluzione sia l’allontanamento del direttore generale e, se questo pensasse la giunta, ci permettiamo di dire che si tratterebbe di un grave errore di giudizio". Questa la posizione dei segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, relativamente alla remissione del mandato del direttore generale dell’azienda sanitaria a causa di una delibera del 7 giugno con cui aveva rinnovato a Saverio Tateo il ruolo di primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Santa Chiara di Trento senza aver informato in via preventiva la giunta provinciale. Una "dimenticanza" come l’ha definita l’assessora provinciale alla sanità Stefania Segnana su cui ruota il caso di Sara Pedri, la ginecologa forlivese di 32 anni scomparsa il 4 marzo scorso subito dopo il trasferimento proprio dall’ospedale di Trento a quello di Cles da cui si era dimessa 24 ore prima della scomparsa.

 

"Non si capisce perché dall’assessorato la conferma del direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia non sia stata preventivamente bloccata anche in considerazione del fatto che su quel reparto le nubi del dubbio si sono addensate ben prima di giugno. Per quanto riguarda la triste vicenda della dottoressa Pedri, ormai dobbiamo confidare che gli ispettori ministeriali facciano finalmente chiarezza rispetto alle condizioni di lavoro al Santa Chiara. Auspichiamo che l’allontanamento del dottor Benetollo non sia frutto di logiche da scarica barile o peggio che risulti essere un espediente per spegnere sul nascere dissidi tra Provincia e azienda riguardanti anche altre questioni di politica sanitaria", concludono i sindacati.