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Alpiniste morte sul monte Rosa, il racconto del superstite: "Meteo cambiato in 5 minuti, ho fatto il possibile"

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Alpiniste morte sul monte Rosa, Valerio Zolla - il superstite del gruppo - racconta cosa è accaduto ieri sera, poco dopo le ore 20. "Siamo partita la mattina da Punta Indren. Tutto bene fino al pomeriggio. Poi, in cinque minuti, il meteo è cambiato. È successo velocemente. Una bufera a quella quota ci ha bloccati".

 

Il giovane, 27 anni, è ora ricoverato in Svizzera, mentre le sue due compagne di scalata, Paola Viscardi e Martina Svilpo, sono morte assiderate. "A un certo punto mi sono tolto i guanti per darli a una delle due ragazze. Siamo rimasti in quota per diverse ore. Inizialmente siamo stati raggiunti da due soccorritori. Nonostante le mie condizioni, ho fatto il possibile per aiutarli. Successivamente siamo stati raggiunti da altre squadre. Attorno a mezzanotte eravamo al rifugio Mantova". Le condizioni del giovane, ritrovato ipotermico e con congelamenti, non destano per fortuna preoccupazione. Per Svilpo, residente a Crevoladossola e Viscardi, residente a Trontano, non c’è stato invece nulla da fare vista la violenta bufera di neve che ha investito la zona. Le due donne sono decedute a causa dell’ipotermia severa: inutile anche i disperati tentativi di rianimazione cardiopolmonare. Le squadre di soccorso, formate da tecnici del Soccorso Alpino Valdostano a cui si sono aggiunti i soccorritori di Alagna e del Sagf di Cervinia, hanno trovato i tre giovani nella notte, operando in condizioni estreme, con bufera e vento forte, che hanno impedito all’elicottero di Air Zermatt di avvicinarsi al luogo del recupero. Gli svizzeri sono poi riusciti, in tarda notte, a raggiungere il rifugio Mantova. L’allarme era scattato nella serata di ieri, ma un un primo intervento di soccorso era stato sospeso a causa delle pessime condizioni meteo, che rendeva anche impossibile il sorvolo dell’elicottero degli alpini.