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Saman Abbas, il fidanzato Saqib: "Spero sia viva. Ho paura per la mia famiglia in Pakistan"

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"Spero sia stata rapita e sia viva. Ho paura per la mia famiglia in Pakistan” ha spiegato il fidanzato di Saman Abbas, la 18enne pachistana scomparsa da due mesi e che si ipotizza essere stata uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato in patria. Saqib, questo il nome del ragazzo intervistato in esclusiva nel corso della puntata di Chi l'ha visto? - su Rai3 - di mercoledì 30 giugno. Ha raccontato poi come la famiglia di Saman abbia minacciato la sua: "Il 27 gennaio il padre di Saman è andato in Pakistan dalla mia famiglia con quattro o cinque automobili, hanno fatto dei video con il telefono nella mia abitazione e poi mi hanno fatto sapere che erano a conoscenza di dove stavo e se non avessi lasciato la figlia avrebbero ucciso tutti i miei familiari". 

 

 

A Chi l'ha visto? è intervenuto anche il giornalista Ahmad Ejaz: “Necessario che sia chiesta l’estradizione al Pakistan, anche per la sicurezza della famiglia del fidanzato” ha spiegato. Intanto si allarga il raggio delle ricerche del corpo di Saman: ispezioni degli investigatori anche nell’area esterna di una seconda porcilaia dismessa distante circa un chilometro dall’azienda agricola. Ad operare i carabinieri della compagnia di Guastalla, i carabinieri Forestali del Gruppo di Reggio Emilia insieme all’unità cinofila del nucleo carabinieri di Bologna. Si stanno effettuando anche delle verifiche sui fossi e in alcune anomalie rilevate sul terreno. Verifiche effettuate sempre attraverso l’utilizzo dell’unità cinofila.

 

 

Domani saranno ultimate le operazioni di scopertura di tutte le serre in modo da consentire di completare nei giorni a seguire tutte le verifiche, in analogia a quanto già fatto per le altre serre ispezionate. Inoltre da domani e per i giorni a seguire, grazie alla disponibilità di un’azienda di escavazioni del luogo, verranno effettuati dei carotaggi più intensivi attraverso strumentazioni specifiche in modo tale da effettuare buchi con maggior diametro in un centinaio di punti dove l’utilizzo dell’elettromagnetometro ha evidenziato anomalie (dalle più piccole alle più significative). Anomalie che sono state tutte mappate e che devono pertanto essere perforate in maniera più "invasiva" per "agevolare" il successivo utilizzo dell’unità cinofila. È inteso che nei punti dove si avranno i riscontri si procederà, come già avvenuto, con le escavazioni. I lavori come sempre iniziano alle prime luci dell’alba fino a tarda mattina.