Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Emanuela Orlandi, "rapita, oggetto di ricatto ancora attuale". La nuova pista inquietante

  • a
  • a
  • a

Che fine ha fatto Emanuela Orlandi? Nessuno ha mai smesso di chiederselo a partire dalla famiglia che chiede e pretende verità a 38 anni dalla scomparsa delle ragazza. Emanuela sparì nel nulla il 22 giugno 1983 e questa vicenda rappresenta senza dubbio uno dei punti più oscuri della storia italiana e vaticana. Sì perché Emanuela Orlandi era una cittadina dello Stato Vaticano, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia.

 

 

C'è voglia di verità per un caso che gli italiani non hanno certo cestinato nella loro memoria, presente anche nelle nuove generazioni che ne hanno sentito parlare, dibattere. Una delle ipotesi rilanciate dal legale della famiglia Orlandi in questi giorni, è quella del rapimento della ragazza. Una pista inquietante, legata a un ricatto. Lo dice Laura Sgrò

"Emanuela è stata rapita, sottratta volontariamente alla sua famiglia, ritengo sia stata oggetto di un 'ricatto' ancora attuale", ha spiegato tra le altre cose l'avvocato Sgrò in una lunga intervista rilasciata a ilgiornale.it .

Secondo il legale della famiglia Emanuela non è sparita. Spiega alla fonte perché sarebbe stata rapita e perché il ricatto. Parla di "una circostanza che ha determinato tutta una serie di intrecci per i quali esiste ancora l'obbligo del segreto". L'obbligo di segreto per cosa? le viene quindi chiesto. Ecco la risposta: "Perché è un ricatto ancora attuale, che potrebbe coinvolgere persone ancora viventi". Sulla tipologia del ricatto, Sgrò è ermetica e riservata.

 


"Preferisco non espormi senza avere prima un riscontro certo alle mie supposizioni. Sono solo convinta, e lo ribadisco, che Emanuela è stata oggetto di un ricatto molto importante - di cui esiste prova - e che coinvolge persone che non sono coinvolgibili", afferma l'avvocato della famiglia. Frattanto la stessa Sgrò ha detto ieri che un'altra inquietante vicenda, quella del "cinitero teutonico, non è chiusa". Il caso sta tornando alla ribalta in maniera prepotente.