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Denise Pipitone, "nessuna memoria dopo 17 anni". Gelo sull'indagine, il criminologo Picozzi svela perché

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Gelo sull'indagine per arrivare alla verità sul caso di Denise Pipitone che la procura di Marsala ha riaperto dopo 17 anni. Le dichiarazioni del criminologo, psichiatra e accademico, Massimo Picozzi ospite di Quarto Grado (trasmissione specializzata di Retequattro), non lasciano dubbi sulle interpretazioni. Picozzi, che è stato chiamato già nel 2004 quando la piccola è scomparsa nel nulla da Mazara del Vallo nel Trapanese, per delle perizie su una eventuale pista esoterica (subito caduta), ha argomentato il suo punto di vista suffragato da dati scientifici, nel corso dell'ultima trasmissione Mediaset andata in onda il 25 giugno.

 

 

Picozzi ha detto che "una persona non può avere una memoria dopo 17 anni, non può averla assolutamente. Questo perché la memoria non è una fotocopiatrice e si rielabora continuamente. Quindi quello che ricordiamo in perfetta buona fede oggi, non è accaduto 17 anni fa."

Quindi puoi anche avere un granitico ricordo falso? (domanda il conduttore Gianluigi Nuzzi ndr) "Si assolutamente. Su questo ci sono stati esperimenti scientifici che non lasciano spazio ad alcun dubbio. Cioè, sei in perfetta buona fede, sei convinto del tuo ricordo, ma quella cosa non è mai accaduta." Poi continua: "Ci sono stati negli Stati Uniti anche casi di abusi di minori, creduti poi fortemente dalla persona abusata, che si sono rivelati dei falsi ricordi".

Picozzi è stato interrogato anche sul movente. La sentenza che ha scagionato Jessica Pulizzi dal rapimento della sorellastra (assolta in tre gradi di giudizio) parla di un movente familiare. di un forte rancore. Viene da chiedersi chi c'è l'ha. Professor Massimo Picozzi, esperto fra l'altro nella gestione della rabbia, spiega: "Non esiste mai un solo movente per  un crimine. Il rancore? E' un movente che può moltiplicarsi, è quello personale di chi subisce un torto alimentato anche da quello che gli altri poi possono pensare, oppure anche da chi ti sta accanto. Quindi il movente può moltiplicarsi."

 

 

Sulla perizia che gli è stata chiesta sul caso di Denise (stiamo parlando del 2004-2005), Picozzi afferma: "Io ricevetti come incarico di valutare se la pista satanica possa avere un senso. Non c'era alcun elemento rituale sulle scritte sul muro che mi avevano sottoposto all'epoca." Il riferimento è a un disegno con delle scritte (in arabo di cui il professore chiese spiegazioni) nel quale era raffigurata una ragazzina con due trecce che portava dei fiori. Il programma spiega anche che furono prelevate delle tracce biologiche ma l'esito fu negativo, come negativa fu la perizia del dottor Picozzi.