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Denise Pipitone, "sviluppi sulla pista francese". Piera Maggio manda un messaggio da Mattino5

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Caso Denise Pipitone, c'è una pista da battere per risolvere il mistero. Una tra le tante, forse troppe di questi 17 anni senza risposte, da quando cioè la piccola è scomparsa da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004. La pista, adesso che l'indagine è stata riaperta dalla Procura di Marsala, porta in Francia con una segnalazione arrivata nelle scorse settimane. Di questa pista ne ha parlato questa mattina, giovedì 24 giugno, Canale 5 nel programma Mattino5 condotto da Federica Panicucci la quale chiede all'inviata a Mazara del Vallo se è ancora in piedi la pista indicata dalle rivelazioni di Mariana.

 

 

 "La pista indicata da Mariana è ancora in piedi. Si sta cercando di valutare il riscontro di cui abbiamo tanto parlato in queste settimane. Anche noi stessi stiamo facendo dei riscontri personali su questa vicenda", afferma la giornalista che è al lavoro nella cittadina del Trapanese. Poi aggiunge di aver incontrato Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone,

"Abbiamo incontrato Piera Maggio, che saluta il programma e mi ha detto, 'hai visto che meraviglia la notizia del ritrovamento del piccolo Nicola?'".  Speranza, speranza fino a prova contraria. E' questa la determinazione di Piera Maggio e del marito Pietro Pulizzi (padre naturale di Denise). La pista francese era nata dalla segnalazione di Mariana, ragazza italiana adottata da piccolissima, che aveva conosciuto nel 2018 i suoi genitori naturali in Francia, in un campo rom di Parigi. 

Mariana ha detto di aver riconosciuto la donna del video della guardia giurata Felice Grieco fatto a Milano sei settimane dopo il rapimento di Denise. Questa donna era  nel campo rom con sua figlia (non biologica), che potrebbe essere Denise.

 

 

 

"C'era una ragazza, la presunta figlia di Florina. Io non ho mai sentito chiamarla Danas, ma non sapeva la sua età, avrà avuto tra i 17 e i 18 anni. Era molto traumatizzata, parlava pochissimo francese, parlava poco italiano, parlava sinti, ma non parlava quasi mai in realtà e si faceva capire a gesti.", ha detto Mariana.

E ha proseguito: "Era messa male, ricordo che non aveva i denti, spesso le tremavano le mani. Ricordo che era molto controllata e che non le veniva mai permesso di uscire nel campo rom". Mariana dice il nome di questa ragazza: Antonia che secondo le sue informazioni adesso sarebbe in Romania.