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Incidente Garda, alcol test negativo per un indagato. L'altro si rifiuta: perché non c'è l'obbligo

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I due turisti tedeschi accusati di duplice omicidio colposo e omissione di soccorso per la morte di Umberto Garzarella e Greta Nedrotti sono tornati in Germania. Il legale dei due tedeschi, l'avvocato Guido Sola, ha spiegato: "Sono rientrati a casa, ma non vuol dire che sono scappati". Gli inquirenti confermano che i due sono "indagati a piede libero" e la loro "posizione resta sotto inchiesta". Intanto c'è un primo punto fermo nelle indagini e riguarda l'alcol test: uno è risultato negativo, l’altro ha rifiutato il test. "Per la circolazione nautica non c’è una norma cogente", spiega un inquirente all'Adnkronos. Quindi nessun obbligo di sottoporsi al test per vedere se sabato sera abbiano ecceduto con l’alcol. Adesso il prossimo passaggio sono le autopsie sui due cadaveri. 

 

 

I fatti. Prima la cena in un ristorante sulla sponda veronese del Garda, poi la corsa in motoscafo verso Salò (versante bresciano), quindi l'impatto - senza fermarsi - con il barchino in legno, un gozzo, con a bordo la coppia di italiani, un caldaista di Salò e una studentessa di Toscolano, i cui corpi sono stati dilaniati dal potentissimo Riva Acquarama che è letteralmente passato sopra la piccola imbarcazione incontrata nella rotta. 

 

 

 

I punti da chiarire sono parecchi: bisogna capire chi fosse al timone del motoscafo, di proprietà, a quale velocità procedesse. Velocità che, a giudicare dall’ampiezza dello squarcio aperto sulla prua della barca in legno di Garzarella e dalle ferite inferte alle vittime si sospetta fosse molto elevata. Tra gli elementi sui quali stanno lavorando gli inquirenti anche il tema dell'illuminazione delle imbarcazioni coinvolte: c’è da capire anche se le luci del Riva e del gozzo funzionassero a dovere, e se fossero accese.