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Roma choc, l'immigrato pericoloso jihadista non può essere espulso. Aveva già seminato terrore

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Cercava adepti per la Guerra Santa, Ha inneggiato allo Stato islamico, seminando terrore a Roma e sabato 19 giugno, ha seminato terrore alla Stazione Termini ma Ahmed Ibrahim, 44 anni, extracomunitario irregolare, pluripregiudicato, non può essere espulso perché non è nota l'esatta nazionalità. Il problema, come fa sapere la Questura di Roma, nasce dalla mancata finalizzazione delle procedure di riconoscimento alle autorità consolai del Ghana e della Costa d'Avorio. Pratiche che - sostiene Il Tempo - se non concluse, impediscono l'espulsione.

 

 

I dettagli su chi è l'uomo, sono choc. Di lui è nota infatti l'avversione verso i simboli cristiani e le forze dell'ordine. Tanto che su di lui esiste un dossier della direzione centrale polizia di prevenzione, che lo segnala perché faceva proselitismo per la Jihad mentre era in carcere. Un tipo, in definitiva, socialmente molto pericoloso. E lo ha dimostrato durante l'ultima aggressione sabato pomeriggio 19 giugno davanti alla stazione di Roma Termini.

 

 

Dicevamo del suo passato. Nel 2016 Ahmed Ibrahim devastò quattro chiese nel centro storico della Capitale: San Martino ai Monti, la Basilica di Santa Prassede, la chiesa di San Vitale e San Giovanni dè Fiorentini. Distrusse statue e candelabri, pronto a devastare crocifissi e riproduzioni della Sacra Famiglia ripetendo più volte che quelle immagini sacre "non erano rispettose". L'anno scorso, poi, fu denunciato per aver dato di matto in piazza San Pietro, disturbando funzioni religiose e scagliandosi contro i poliziotti. E ancora, dopo essere stato fermato con 25 grammi di marijuana, per aver cercato di ferire gli agenti con un punteruolo. Qualche settimana fa, infine, un'altra denuncia per danneggiamento e lesioni per aver lanciato bottiglie di vetro contro il centro islamico di via San Vito, ferendo lo stesso Imam. Ma non può essere espulso.