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Denise Pipitone, "regalata agli zingari". L'investigatore privato torna a indagare e lancia questo messaggio

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Indagare. Trovare la verità con tutte le forze. Torna ad indagare la procura di Marsala che ha riaperto l'inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone dopo 17 anni. Ma torna in pista anche l'ex investigatore privato di Piera Maggio, madre della piccola rapita a Mazara del Vallo il primo settembre del 2004.

 

 

Lui si chiama Espedito Marinaro che adesso vive in provincia di Catanzaro. E' pronto a cercare la bimba, a lavorare in maniera gratuita per arrivare alla verità e dal programma Quarto Grado in onda su Retequattro venerdì 18 giugno, lascia la sua mail. Un indirizzo di posta elettronica che appare in diretta tv rivolto a chiunque abbia notizie, elementi, indicazioni su Denise Pipitone. "Poi penso io, sono disposto a lavorare in maniera gratuita". L'indirizzo è il seguente: [email protected]

L'ex sottufficiale dell'arma dei Carabinieri, si rituffa in questa vicenda come ha fatto nei giorni successivi al rapimento della piccola, chiamato dalla famiglia di Denise. Marinaro non le manda a dire, in collegamento, con lo studio del programma di Gianluigi Nuzzi: “Il sequestro di Denise Pipitone è stato premeditato. Non è stato fatto con una macchina che casualmente passa di là e si prende la bambina. Perché non un motorino, una bicicletta. Chi se l’è presa ha studiato sopra. Dov’è finita la bambina?

 

 

Sicuramente l’hanno regalata agli zingari, che siano sinti o rom” afferma diretto l'investigatore privato.

Marinaro dice di "aver ascoltato alcuni sinti che dicevano questo. Mi hanno detto 'noi non andiamo a sequestrare i bambini ma se ci viene regalata o data ce la teniamo'. Anche perché per loro è un frutto, è una banca avere una bambina per chiedere l’elemosina".

Ancora continua nella sua tesi anche se spiega di essere nel campo delle ipotesi: "purtroppo a me è stato detto proprio così”. Adesso indaga anche lui.