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Messina, ambulanze usate per il trasporto della droga durante il lockdown: 8 arresti

Christian Campigli
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Se non fosse drammatico sarebbe grottesco. Mezzi che dovrebbero servire per salvare la vita, trasportare i malati e aiutare i più deboli trasformati in container della morte. Gli uomini della guardia di finanza del comando provinciale di Messina, con la collaborazione del reparto Scico di Roma, hanno eseguito all'alba di stamani un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone, indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

 


L'inchiesta ha portato alla scoperta di un'organizzazione criminale che operava tra Messina e Catania, tra Roma e Pescara, e che commerciava grossi quantitativi di droga. Sono stati sequestrati oltre 65 chilogrammi di marijuana. Nonostante le restrizioni previste durante il periodo del lockdown, quando a tutti era precluso qualsiasi spostamento nelle “zone rosse”, gli indagati si muovevano trasportando e distribuendo importanti partite di droga su ambulanze, che attraversavano le vie delle città indisturbate, vista l'emergenza Covid. L'erba veniva caricata a Roma, da uno dei vertici dell'organizzazione. L'uomo, 61 anni, di origine messinese, viveva in un bell'appartamento in zona Selva Candida. Da sempre legato a doppio filo al clan mafioso degli Spartà, il grossista era conosciuto nell'ambiente della malavita come “Gianpiero”. L'indagine, denominata “Red Drug”, è iniziata ad ottobre del 2020, ed è durata oltre sei mesi. Pedinamenti, intercettazioni e un attento lavoro di ricerca, reso ancora più complicato dalla pandemia. Ai vertici della banda ci sarebbero un messinese di 33 anni e due catanesi di 44 e 53 anni, molto vicini alla famiglia Nizza, parte integrante a sua  volta del clan Santapaola – Ercolano.

 

Gli uomini in divisa sono stati in grado di ricostruire, in modo dettagliato, tutte le fasi del traffico di droga. L'attento lavoro di pianificazione, l'approvvigionamento e infine il trasporto di tre carichi, uno diretto a Pescara, due in Sicilia. Il primo è giunto nella città abruzzese a febbraio, venticinque chili destinati ad un “elemento di spicco” del clan di origine rom Spinelli, parenti degli Spada e dei Casamonica. Il secondo, trenta chili di marijuana, sono giunti a Messina. In entrambe le occasioni per il trasporto della droga l'organizzazione aveva utilizzato un'autoambulanza di una onlus messinese, in modo da eludere i controlli di polizia intensificati per via delle restrizioni anti-Covid. Il terzo carico venne sequestrato al porto commerciale di Tremestieri, a Messina. Gli inquirenti sono convinti che si tratti di un'organizzazione ramificata in tutta Italia e che l'indagine sia solo all'inizio. Un'intricato gioco di scambi e di collaborazione che potrebbe portare fino ai vertici delle più importanti famiglie mafiose dell'intero paese.