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Strage di Ardea, i punti oscuri: la pistola e lo stato di salute di Pignani. Via ad autopsie e all'esame tossicologico del killer

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Inizieranno oggi le autopsie sui corpi dei due fratellini Daniel e David Fusinato, di 5 e 10 anni, e su quello del 74enne Salvatore Ranieri, uccisi domenica mattina ad Ardea da Andrea Pignani. L’incarico per l’esame autoptico, presso l’istituto di medicina legale di Tor Vergata, è stato affidato dalla Procura di Velletri, che ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti sul caso. L’autopsia sul corpo del killer invece si svolgerà giovedì: per Pignani si farà anche l’esame tossicologico.

 

 

Nel frattempo continuano le indagini per ricostruire l'epilogo della tragedia ma soprattutto i motivi del folle gesto da parte di Pignani, uscito di casa domenica mattina con felpa, zainetto e guanti, tenendo in pugno la pistola con cui poi ha ucciso i due fratellini e poi l'anziano 74enne. L’uomo  che si è poi tolto la vita dopo essersi barricato nella sua casa di Colle Romito, ha colpito le prime persone che ha trovato sul suo cammino. Ha sparato ai due piccoli David e Daniel, 5 e 10 anni, e poi al 74enne, che era in bicicletta e si sarebbe fermato per soccorrere i bambini. Questo è quanto sarebbe accaduto nel comprensorio, ma sono ancora molti i punti oscuri su cui stanno indagando i carabinieri coordinati dalla procura di Velletri, primo fra tutti il mistero della pistola custodita senza permesso da Pignani. Il 35enne, ingegnere informatico che sul web si faceva chiamare con il nickname "Mr Hyde", infatti sembra aver nascosto l’arma, una Beretta modello 81 calibro 7,65, di proprietà del padre - che fino al 1986 era stato una guardia giurata - morto diversi mesi fa. Anche su questo gli investigatori vogliono vederci chiaro e non è escluso che la madre dell’omicida-suicida venga indagata per detenzione abusiva di arma.

 


Altro mistero da svelare è lo stato di salute di Pignani. Agli atti della Procura "figura solamente una lite in ambito familiare, verificatasi con la madre l’11 maggio 2020, che ha reso necessario l’intervento di una pattuglia di Carabinieri" e il successivo trasporto al Pronti Soccorso del Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia dove era giunto "in stato di agitazione psicomotoria" con codice azzurro. Il 35enne in quella occasione è stato sottoposto a consulenza psichiatrica e dimesso la mattina successiva con diagnosi di "stato di agitazione - paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato". A seguito di ciò, conferma la stessa procura "dagli accertamenti eseguiti non risultano ulteriori denunce o segnalazioni a suo carico né che l’omicida fosse in cura per patologie di carattere psichiatrico né tantomeno che fosse in possesso di certificazione medica rilasciata da strutture sanitarie". Una cosa è certa, come conferma l’avvocato dei familiari dei due bimbi uccisi, Diamante Ceci, "i miei assistiti non conoscevano l’omicida e non lo avevano mai visto prima e che non c’è stata alcune lite come riferito da qualche fonte non attendibile". Intanto le salme di David e Daniel sono state portate all’obitorio di Tor Vergata. Si dovrà attendere quindi il completamento degli esami per fissare i funerali, che si svolgeranno appena la Procura di Velletri avrà dato il nulla osta.