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Whatsapp, privacy e sicurezza nell'inchiesta di Report: fuga verso Signal e Telegram | Video

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Ogni giorno in tutto il mondo si scambiano centinaia di miliardi di messaggi attraverso app di messaggistica istantanea. Siamo arrivati al paradosso di trascorrere più tempo davanti al cellulare che sul letto a dormire eppure ogni giorno tutte le informazioni della nostra vita passano da alcune applicazioni controllate da grandi aziende. Whataspp, in particolare. La più nota app del ondo, che fa parte del gruppo facebook di Mark Zuckerberg, è stata al centro di una inchiesta di Report, trasmessa nel corso della puntata di lunedì 14 giugno.

 

 

 

Come  riportato nel video, milioni di utenti hanno lasciato Whatsapp in tutto il mondo dopo il cambio di privacy policy avvenuto a febbraio, scegliendo di passare ad applicazioni ritenute più sicure, come Signal e Telegram. Queste ultime, infatti, hanno sistemi di crittografia più sicuri e condividono meo informazioni sia con le autorità governative che con inserzionisti pubblicitari. Signal, in particolare, è priva di pubblicità e ha fatto della sicurezza e riservatezza dei contenuti dei suoi utenti una vera e propria mission, come spiegato dal suo fondatore nell'intervista contenuta nel video. eppure il governo americano ha presentato più volte richieste per accedere ai contenuti delle conversazioni, sia a Signal che a Telegram, utilizzate soprattutto - solo er parlare di uno dei casi recenti più emblematici - dalle proteste del movimento Black lives matter.

 

Con Whataspp, che come Instagram appartiene alla galassia di Zuckerberg, di ogni utente vengono recepite conversazioni, posizioni, sistemi di pagamenti utilizzati, preferenze commerciali, cronologia delle navigazioni e tante altre informazioni che consentono una profilazione integrale di chi usa questo servizio. Spesso in maniera inconscia, forniamo ogni dettaglio della nostra vita alle aziende di cui usufruiamo gratuitamente dei prodotti.