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Como, anziana violentata in casa da nigeriano irregolare. Salvini: "Espulsioni e porti chiusi"

Pietro De Leo
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La tenaglia della cronaca riporta sul dibattito politico il dossier immigrazione. A far da detonatore c’è un fatto accaduto a Lomazzo, in provincia di Como. Una donna di 90 anni sorprende uno sconosciuto che si era introdotto a casa sua. L’uomo la trascina in camera da letto, abusa di lei e fugge portandosi via il telefonino dell’anziana.

 

 

Quest’ultima, tuttavia, è riuscita ad uscire di casa e recarsi dal figlio che ha dato l’allarme. Dalle indagini e dalla ricostruzione della donna è stato possibile arrestare un nigeriano, irregolare e senza fissa dimora. Un fatto che ha riacceso un tema caldo. Tanto che il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato: “un fatto inquietante che lascia senza parole. Tutta la mia solidarietà e vicinanza alla signora e alla sua famiglia. Servono porti chiusi, espulsioni, certezza della pena. Attendiamo parole chiare soprattutto dal Viminale: dall’inizio dell’anno sono sbarcati in 15.375 contro i 5.521 dell’anno scorso e i 2.144 dello stesso periodo del 2019”.

Sul tema si pronuncia anche il sottosegretario all’Interno Luca Molteni, anche lui leghista: “Gli irregolari -osserva- vanno rimpatriati perché una immigrazione fuori controllo genera disordine, insicurezza e alimenta criminalità e violenza sui territori. Altro che ius soli! I flussi vanno governati e l'Italia non può diventare terra di approdo per tutti”. E ciò delinea la misura del pressing in corso sulla titolare del Viminale Luciana Lamorgese, che la Lega esercita da settimane. E si innesta in un quadro dei flussi non certo tranquillizzante.

 

 

Oltre all’orribile vicenda di Lomazzo, infatti, ci sono i numeri di Lampedusa che non tranquillizzano. Tra il pomeriggio di oggi e il giorno prima, infatti, si registrano circa mille arrivi, e nelle ultime ore 300 sbarcati sono stati trasferiti dall’hotspot dell’isola alla nave quarantena. La reazione a catena del fenomeno, e tutti i pericoli per quanto riguarda l’impatto sull’ordine pubblico e l’eventuale pericolo dei contagi. L’allarme è stato lanciato dal sindacato di Polizia Coisp. “Questa notte i migranti appena sbarcati hanno dovuto dormire all’esterno della struttura per mancanza di posti-letto e la zona circostante è diventata una vera e propria fogna a cielo aperto”, ha spiegato in una nota il segretario generale Domenico Pianese. “Vieppiù: gli assembramenti ormai sono costanti e le norme anti contagio sono saltate tutte; si pensi, ad esempio, che degli oltre 950 migranti presenti ora nell’Hotspot, soltanto 500 hanno fatto il tampone. Il governo deve intervenire immediatamente inviando più agenti nel Centro, dal momento che i pochi che ci sono adesso stanno lavorando senza sosta con turni massacranti anche di 12 -14 ore al giorno. Anche perché è l’intera sicurezza pubblica e sanitaria del Paese a essere messa a rischio. Siamo solo all’inizio dell’estate è la situazione è già fuori controllo” . La prospettiva dell’estate, dunque, non si annuncia tranquilla.