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Brescia, morto a 54 anni per trombosi dopo prima dose di vaccino AstraZeneca. La procura apre un'inchiesta

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Brescia, un uomo di 54 anni è morto lo scorso giovedì a causa di una trombosi. La procura ha aperto un fascicolo di inchiesta per capire se la morte dell’uomo possa essere stata una conseguenza della prima dose di vaccino anti Covid AstraZeneca che gli è stato somministrato lo scorso 29 maggio.

 

"Mio padre era sano. Perché sia finita così non riusciamo a spiegarcelo. Vogliamo chiarezza", ha detto la figlia di Gianluca Masserdotti. Si tratterebbe, quindi, di un altro possibile caso di decesso legato alla somministrazione del vaccino dell'azienda anglo svedese, dopo il caso della 18enne di Genova che nei giorni scorsi ha dominato le pagine dei giornali di tutta Italia. Ovviamente si tratta di casualità diverse, sia per la differente età tra i due soggetti, sia per le patologie pregresse e la relativa cura a cui si era sottoposta la giovane ligure. Ad ogni modo, nella giornata di ieri, venerdì 11 giugno, il Cts ha stabilito lo stop della somministrazione del vaccino AstraZeneca agli under 60, il cui richiamo (o seconda dose) sarà fatta con i sieri Pfizer o Moderna.

 

Una decisione drastica, che tuttavia è scaturita sull'onda dei casi di effetti collaterali dovuti al vaccino AstraZeneca sui soggetti più giovani. A tal proposito, ad esempio, anche in Germania si è aperto un dibattito molto approfondito sul tema, al punto che è stato sconsigliato il vaccino per i giovanissimi, in particolare nella fascia di età tra i 12 e i 17 anni. Mancano infatti ancora dati certi sui possibili effetti collaterali, nonchè ci sono dubbi da parte degli esperti sui reali benefici della vaccinazione su questi soggetti nell'ambito della strategia globale che punta all'immunità di gregge per contenere la diffusione del virus.