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Nigeriana uccisa, "era roba mia". Arrestato l'ex fidanzato sorpreso da un video

Christian Campigli
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Non tollerava l'idea di essere stato lasciato. Perché considerava quella donna “roba sua”. Nonostante il suo mestiere, fonte di mille discussioni. E di fronte alla fine della loro relazione, ha reagito con violenza e disprezzo. Uccidendo chi diceva di amare.

Alle prime luci dell'alba George Kyeremeh, trentacinquenne ghanese, è stato arrestato dai carabinieri. Secondo gli inquirenti è stato lui, il ex suo fidanzato, ad uccidere Blessing Tunde. Il cadavere della giovane nigeriana era stato trovato lo scorso 12 maggio in un’area verde a Mazzo di Rho, piccolo centro nell'hinterland milanese.

 

 

Il corpo senza vita era stato rinvenuto proprio nell'area dove la giovane era solita prostituirsi. La ragazza è stata identificata grazie alla tessera sanitaria che sbucava dalla sua borsa abbandonata accanto al cadavere e quando gli investigatori hanno inserito il nome nel database hanno scoperto che risultava una denuncia di scomparsa del 7 maggio. Quel giorno una sua amica si era presentata alla questura di Novara,  raccontando di non avere notizie della Blessing dal primo pomeriggio del 3 maggio, quando avevano avuto una videochiamata. I militari sono convinti che l'assassino sia proprio l'operaio ghanese, che avrebbe soffocato l'ex fidanzata con l'estatico di una parrucca. L’uomo è stato arrestato all’alba dai carabinieri, che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari, Angela Laura Minerva, su richiesta del pubblico ministero Grazia Colacicco. Kyeremeh lavorava per un’impresa di pulizie industriali a Primaticcio, e al momento è accusato sia di furto che di omicidio. Le immagini delle telecamere di sicurezza presenti nella zona del ritrovamento del cadavere sarebbero chiarissime. E avrebbero incastrato  l'ex convivente, cacciato da casa lo scorso aprile.

 

 

Ma c'è dell'altro. Sull'elastico che ha tolto la vita alla giovane meretrice sarebbero presenti anche tracce generiche. Il presunto assassino si è più volte contraddetto durante l'interrogatorio, non riuscendo a fornire un alibi degno di tal nome. Kyeremeh e Tunde avevano avuto una relazione assai burrascosa, durata appena di tre mesi e troncata per volontà della venticinquenne, un mese prima di essere uccisa. L’uomo, che non aveva accettato la fine della loro storia, aveva raggiunto la giovane a Rho e l’aveva strangolata con un elastico. Dopo averla uccisa, le ha rubato il telefono e tutti i soldi che aveva con sé, abbandonando poi il suo corpo tra le sterpaglie.

I sospetti erano caduti fin dal primo momento sull’ex fidanzato, che interrogato due giorni dopo il ritrovamento aveva manifestato un’eccessiva gelosia nei confronti della ragazza nigeriana. Kyeremeh non sopportava che “la sua donna avesse nel cellulare numeri di telefono di alti uomini”. La voleva sposare, ma solo se avesse smesso di vendere il proprio corpo. Una storia terribile, fatta di disperazione, degrado e tanta violenza. E di un concetto completamente sbagliato di amore.